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Mentre tornavo a casa in treno e leggevo poesie d'amore di un poeta turco, morto per un attacco di cuore, ho capito che non volevo più andare a cena fuori, volevo andare al mare a passeggiare da solo.
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Capii della sua importanza quando non riuscii più ad "affogarla" nemmeno nei pensieri.
Ero al bar con i bro, a una certa a un altro tavolo si siede un ragazzetto con una rosa. Aspetta, aspetta, non arriva nessuno. Se ne va.
I feel you.
Non sono mai abbastanza, pensavo, non in termini assoluti eh... ma in quelli relativi, che alla fine sono gli unici che contano.
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Alcune persone si scusano anche quando non hanno fatto nulla di male.
Come se dovessero scusarsi per il semplice fatto dì esistere.
☆ me // my fav character
Sono lui.
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L'asciugatrice che ti lascia proprio il giorno in cui avevi smontato letti e piumini, per mettere piumoni (e nel frattempo piove pure) è metafora della vita, che deve sempre e comunque rompere i cojjjjioni, anche e soprattutto quando stai cercando conforto e calore.
Lasciato l'auto in officina per il tagliando premurandomi di togliere tutte le cose importanti: la maschera di ghostface, le cose di hello kitty e il peluche pipistrello.
Essere pronti è uno stato mentale.
Immaginate di essere in pizzeria, avete fame, ma il tuo cervello per qualche motivo ti dice che non dovresti mangiarla, però a te piace la pizza: quindi l'essere pronti è il cervello che ti dice quelle cose, mentre l'essere spontanei è la fame.

















