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🚨 AGGIORNAMENTO IMPORTANTE 🚨
Sostituisco il vecchio thread (ormai troppo dispersivo) con questa nuova versione in 2 soli post. Sarà il mio post fissato e rimarrà inchiodato in cima al mio profilo per chiunque conti a diffondere fake news
POST 1
#Calciopoli o meglio #Farsopoli: la demolizione sistematica di una narrazione falsa.
Mettiamo in chiaro la realtà dei fatti, partendo dal pilastro su cui si regge l'intera farsa: il fantomatico ILLECITO STRUTTURATO.
Le sentenze dello sport hanno messo nero su bianco tre verità indiscutibili:
1) Zero partite truccate.
2) Nessun illecito sportivo riscontrato nei singoli match.
3) Il reato di “illecito strutturato”usato per condannare la Juventus, non esisteva nel codice di giustizia sportiva dell'epoca.
In totale assenza di gare manipolate, la giustizia sportiva si è arrampicata sugli specchi con capriole logiche imbarazzanti.
Alla CAF, il presidente Ruperto si inventò che sommando più violazioni dell’Articolo 1 si potesse magicamente configurare la gravità dell’Articolo 6 (l'illecito sportivo).
Poco dopo, la Corte Federale guidata da Sandulli cambiò versione e disse che le infrazioni dell'Articolo 1 non andavano sommate, ma interpretate come tasselli strategici per arrivare all'Articolo 6 e che secondo questa teoria, era “ammissibile” garantire un vantaggio in classifica a prescindere dal verdetto o dallo svolgimento delle singole partite. Peccato che nessuno abbia mai spiegato, a livello logico e pratico, come possa verificarsi una simile follia.
A stracciare questa sentenza ci pensò l'ex magistrato Corrado De Biase, colui che aveva guidato l'Ufficio Indagini nello scandalo scommesse del 1980. Le sue parole rimangono una pietra tombale:
“Bisogna avere, innanzitutto, il coraggio di affermare una realtà: il procedimento di questa estate ha partorito un autentico aborto giuridico. Quando parlo di “aborto giuridico” mi prendo la piena responsabilità di ciò che dico. Quando si vuole espletare in 2 settimane un procedimento che richiederebbe almeno 6 mesi solo per un corretto iter investigativo, non può che venir fuori un aborto giuridico. Quando si cassa, per motivi di tempo, un grado di giudizio, quando si impedisce agli imputati di portare testimoni, dossier e filmati in loro discolpa, ma gli si concede solo 15 minuti per una arringa difensiva, non si può che parlare di aborto giuridico. Quando non si concedono agli avvocati difensori degli imputati i testi integrali delle intercettazioni, adducendo che non sono pertinenti, si può solo parlare di aborto giuridico. Quando, infine, si toglie un titolo ad una squadra, la Juventus, per assegnarlo ad un'altra, l'Internazionale, prima che sia pronunciato il verdetto del primo iter istruttorio, allora siamo ben oltre l'aborto giuridico.
Non è un problema di giustizia ordinaria o sportiva: in ogni paese che si definisca civile eventuali pene e sanzioni devono essere comminate dopo che sia stato verbalizzato un verdetto di colpevolezza, mai prima. E non venitemi a parlare di normative Uefa o di liste da dare alla stessa per le coppe europee: i diritti degli imputati, tra cui quello di potersi difendere con i mezzi che l'ordinamento mette loro a disposizione, vengono prima di una partita di calcio.
Io, per conto mio, posso solo ribadire il concetto già espresso: una penalizzazione di 8/10 punti una multa e la squalifica di Moggi e Giraudo per 10-12 mesi; questa la pena congrua a mio parere. Ogni parallelo con la vicenda del 1980 è improponibile: qua non ci sono tracce di illecito, né di denaro o assegni. L'illecito ambientale non è un reato contemplato da nessun codice, a meno che non si parli di inquinamento atmosferico”.
(Continua sotto con l'elenco delle anomalie...👇🏼)
Dal famoso “bel gioco” a ognuno fa ciò che vuole. L’inizio della fine in quel 2020 quando vincere non vi bastava più 🤦🏽♀️😡#Mannaggialamiserianeraeinfamechequandodecidedigirarestortanonenazzeccaunanemmenopersbaglio
🤍Annamaria🖤 retweeted
#Calciopoli fu un'enorme montagna di merda, altro che giustizia. Chi osava fare domande veniva censurato o demansionato. Il potere dietro quella farsa era gigantesco e muoveva i fili di media, politica e sport.
#Beha non era della #Juventus ma era un GIORNALISTA, onore a lui.
(Angelo #Forgione) La #Rai costretta a risarcire la famiglia di Oliviero #Beha, il giornalista ingiustamente ridimensionato per i "fatti" di #Calciopoli. Spiace che la notizia non trovi la stessa cassa di risonanza di certi documentari palesemente sbilanciati verso una narrazione
Il mio endorsement.
Ci sono cose che vanno oltre le scelte del momento, e la storia non si cancella. Io Antonio #Conte non l’ho mai rinnegato, e mai lo farò.
Sono rimasta profondamente delusa da lui? Certo. Per come se n’è andato e per le dinamiche che si erano create. Sono rimasta delusissima quando è andato all’Inter, non perché rivali ma perché sporchi nell’anima. Ma, mio malgrado, l'ho sempre accettato come una scelta professionale, legata al suo lavoro. Perché il suo passato in bianconero, la sua Juventinità e quello che ha dato alla nostra maglia restano scolpiti nella pietra.
Oggi guardo lo scempio attuale e provo solo vergogna. Stiamo vivendo un’annata da incubo per colpa di una proprietà assente, che sembra non sapere nemmeno cosa sia lo stile Juve, e di una squadra di senza palle che non merita di indossare questa maglia. E in tutto questo disastro c’è Luciano Spalletti, un uomo che della Juventus non ha capito assolutamente nulla, privo di identità, incapace di trasmettere grinta e che sa solo accampare scuse.
Antonio Conte è l’unico che può risollevarci. Lui, a differenza di chi c’è ora, ha quel DNA bianconero impresso dentro. Ha quel carattere e quel senso di appartenenza che oggi mancano totalmente a tutti i componenti della Juventus, dalla dirigenza fino all’ultimo dei giocatori sul campo.
È il momento di smetterla con questa agonia. È il momento di far tornare lui e poi potremo tornare al nostro motto #Finoallafine ⚪️⚫️
🤦🏽♀️🤦🏽♀️🤦🏽♀️
La Juve affonda e Spalletti ammette: “Facciamo fatica a capire il calcio di oggi” repubblica.it/sport/calcio/s…
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Conte non arriverà ma con Conte non cambierebbe comunque nulla. Non salvi la stagione che è irrimediabilmente compromessa. Magari eviti la retrocessione.
La squadra è marcia, l'ambiente è tossico, Buffon, Chiellini, Pirlo, Del Piero non ci sono. Miracoli non ne fa nemmeno lui.
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Abbiamo fatto un passo indietro lungo 15/16 anni
Tutto ciò che era stato della Juve di Andrea Agnelli è sparito, liquefatto, estinto.
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Al 84° si può con serenità dire che questa squadra è priva di dignità, voglia, coraggio, amor proprio. Non c'è una goccia di juventinita'. Mala tempora currunt.
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Il dio del calcio ci ha visto sputare su 9 scudetti di fila, ci ha visto fischiare dopo 2 finali di champions in 3 anni. Ci ha visto chiedere la testa di Agnelli e del terzo allenatore più vincente. Ed eccoci qua, nel girone dell'inferno.
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Ma non è tanto il fatto che perdi.e che sotto di 2 gol non fai un cazzo di niente e ormai sai come finirà
La verità è che i calciatori che giocano contro la Juventus lo fanno con grinta, carattere e fame. Si vede sin dal primo tocco la voglia di vincere, cosa che i nostri calciatori non hanno. Mancano le motivazioni, il sangue agli occhi, la voglia di fare la differenza. È normale che chiunque giochi contro di noi diventi formidabile, i nostri sono un’accozzaglia che non vede l’ora di andare negli spogliatoi. Una squadra messa male in campo da un allenatore che non ci sta capendo nulla.
Che delusione
Siamo diventati l’Inter anni ‘80 -‘90 con la differenza che non cerchiamo alibi, abbiamo consapevolezza di fare letteralmente schifo #GenoaJuventus
Verità disarmante. Cercasi vera Juventus
"La devi amare nella gioia e nel dolore"
"La Juve si ama, non si discute"
"Un vero Juventino..."
AVETE ROTTO IL CAZZO.
QUELLA ROBA LÌ NON È LA JUVENTUS.
#GenoaJuventus
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Mi spiace per i tifosi delle squadre che quest'anno proveranno a contendere la vittoria del campionato all'Inter. Ormai solo l'irrazionalità mi spinge a seguire ancora il calcio italiano.
🤭
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Replying to @AlfredoPedulla
@AlfredoPedulla contro "l'orfanello di Rocchi" che definisce Orsato "questo qui" e dice di essere "orfanello delle regole" dimenticando che, ad oggi, non ci sono i provvedimenti dei GIP e, a prescindere dalla rilevanza penale o meno, leggendo le parole della Procura, le regole c'entrano ben poco: “Gli atti di indagine forniscono un quadro di criticità istituzionali e organizzative nel settore arbitrale, segnato da tensioni interne, contrapposizioni sulla governance, perplessità sulla regolamentazione della sala Var e rischi derivanti dalla promiscuità dei rapporti tra organi arbitrali, federazione e società calcistiche". Tutti gli sportivi italiani, tranne i tifosi di una squadra, sanno che c'erano arbitri sgraditi. Ripercorriamo però quanto ricostruito in un articolo della edizione milanese del Corriere della Sera: «Siccome questi dell’Inter ci stanno rompendo il c... pesantemente, stavo pensando... Ma se noi invertissimo, e su Inter-Verona mettessimo Piccinini invece che Sozza?». È il 29 aprile 2025 e l’allora designatore degli arbitri di serie A Gianluca Rocchi si confronta con il suo collega Andrea Gervasoni sugli input arrivati dal club nerazzurro per non avere Simone Sozza come arbitro di Verona-Inter del 3 maggio 2025, come emerge anche dal dialogo tra Rocchi e Riccardo Pinzani, che nell’Aia-Associazione italiana arbitri cura i rapporti con i club. Pinzani, infatti, informa Rocchi che «mi ha chiamato Schenone» (il manager interista referente per le questioni arbitrali), Rocchi gli conferma «lo so, rompono il c... l’Inter questo motivo», ma Pinzani gli aggiunge un tassello in più: «Schenone m’ha detto: “Guarda, so che Marotta (presidente dell’Inter, ndr) ne stava parlando con Viglione”» (capo dell’ufficio legislativo della Federcalcio). «Sì, mi hanno chiamato, mi hanno rotto i coglioni, te lo dico io», risponde Rocchi, virando poi sullo sgradimento della conduzione della trasmissione Open Var su Dazn.
Sebbene Rocchi fosse intercettato, la chiamata che Rocchi lì evocava d’aver ricevuto (da Marotta o da Viglione) non è stata intercettata. E lo stesso era già accaduto il 5 aprile, allorché Rocchi, in altro contesto, aveva riferito a Pinzani: «Ho sentito stasera Viglione per altre cose che ti dirò più avanti, lui è interista e m’ha detto: “Gianluca complimenti, l’arbitro ha arbitrato benissimo”».
Se dunque sono avvenute, le comunicazioni possono essere avvenute solo o su altre utenze non individuate, o tramite telefonate tipo WhatsApp, dunque non intercettabili con le «normali» intercettazioni telefoniche ma solo attraverso captatori informatici che trasformino l’apparecchio in una microspia ambulante: ma nel caso di Rocchi il tentativo della Guardia di Finanza di inoculare questo strumento-virus sul suo telefono non ha funzionato.
L’ostilità interista a Sozza riaffiora tuttavia il 29 aprile 2025 quando Rocchi conferma anche al collega Dino Tommasi che ha cambiato Sozza con un altro arbitro perché «l’Inter rompe il c... ancora a bestia, e preferisco metterci uno che è pulito con l’Inter»: al punto che Tommasi sbotta «è una cosa assurda che Sozza non possa più fare l’Inter». E del resto persino quando il 20 aprile 2026 Rocchi informa Mariani (l’unico italiano ai Mondiali) che intenderebbe designarlo per Torino-Inter del 26 aprile, dà l’impressione di cercare comunque il placet dell’Inter: «C’è la situazione per poterlo fare: stai bene te (come forma, ndr), stanno bene loro (come vantaggio già notevole sul Napoli, ndr), quindi zero problemi! Guarda, vo’ a vedere anche la Coppa Italia (Inter-Como dell’indomani 21 aprile, perciò a San Siro, ndr), ma insomma, penso ci siano zero problemi!» #OrfaniDelleRegole
🤍Annamaria🖤 retweeted
Ma un giorno i nostri impavidi media si sveglieranno dal torpore e ci spiegheranno come mai il responsabile legislativo Figc, che celebrava lo scudetto a bordo campo con tecnico e dirigenti interisti, sia così determinante da condizionare addirittura la scelta del presidente?
Replying to @juventibus @massimozampini @MomblanOfficial @EdoardoMecca1 @GattaMario3 @paolorossi1965 @andvalentini
Criscitiello avrà mille difetti ma parla chiaro
Napoli è tutta qui, ma nessuno nei TG ne parla perché non ci sono morti ammazzati, e non c'è la “monnezza” in primo piano e non fa comodo ai soliti pregiudizi razzisti. Sabato a Piazza Municipio, durante il corteo contro il carovita, è andata in scena una lezione di civiltà e rispetto.
Quando i manifestanti hanno chiesto pacificamente agli agenti di togliersi i caschi al grido di “Unitevi al popolo”, le forze dell'ordine hanno risposto con intelligenza e rispetto. Hanno sciolto il cordone di sicurezza, si sono tolti il casco protettivo e hanno camminato a volto scoperto davanti e a fianco al corteo, accompagnandolo tra gli applausi della gente.
Un popolo di manifestanti civili che ha saputo protestare con enorme dignità e poliziotti che hanno dimostrato che si può gestire l'ordine pubblico con umanità.
Questa è la vera Napoli. Una città e un popolo di cui essere assolutamente orgogliosi
Bravo Douglas Luiz finalmente un tiro da fuori 👏🏼👏🏼👏🏼👏🏼 #LecceJuventus















