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Replying to @putino
Pensa Angrisani che per il ragazzo ebreo hanno detto che era tentato omicidio per due pallini di plastica; non solo, hanno sbattuto sui giornali nomi, cognomi, indirizzo, numero civico e pianerottolo, chiedendo a tutti gli ebrei di dissociarsi. La faccia come il posteriore.
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La strage di cristiani è inarrestabile.
Vi svegliate dal torpore? Manca poco e toccherà anche a noi in Europa
Massacre of Christians leaves more than 40 dead in Ethiopia trib.al/uGZmqXr
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No, non significa “Dio è grande” ma "Allah è il più grande" e c'è una sostanziale differenza. Fate i compiti prima di dare lezioni agli altri.
Replying to @putino
Nelle festività religiose: Viene ripetuta spesso durante i giorni dell'Eid (come l'Eid al-Fitr o l'Eid al-Adha).
D’altronde la frase in italiano significa “Dio è grande”.
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Replying to @myrtamerlino
Mi viene da ridere quando dicono che bisogna essere coraggiosi per difendere Gaza. Lo fanno tutti i giorni da tre anni, un martellamento costante di menzogne, odio, calunnie. Le persone davvero coraggiose sono quelle che pur non avendo origini ebraiche sostengono Israele.
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Zan ha votato contro l'inserimento dei Fratelli Musulmani nella lista dei gruppi terroristici, non riesco a smettere di pensarci. Un gruppo che lo impalerebbe in quanto gay, se ne avesse il potere (ci stanno lavorando). A cosa non si presterebbero per opportunismo politico...
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a confronto dei kamikaze palestinesi che da decenni entrano in Israele per ammazzare ebrei. Quando poi saranno uccisi o arrestati, loro o le famiglie riceveranno dal ANP un bel vitalizio per l’eroico gesto.
E per questo mezzo mondo rompe il cazzo a Israele.
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In Cisgiordania cioè in Giudea e Samaria vivono circa 750mila ebrei, esclusa Gerusalemme est ne restano 500mila. Negli insediamenti definiti illegali dalla legge israeliana vivono circa 4mila coloni di cui qualche centinaio sono i violenti.
Praticamente niente a /cont
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Ma non pensiamo che sia grave una cosa del genere? #tribunalesharia in Italia?????
"L’ultimo delirio islamista nel giorno del 7 ottobre: nasce il tribunale della Sharia in Italia
Nel cuore del Veneto prende forma un organismo che si propone di risolvere controversie tra musulmani facendo riferimento non al diritto italiano, ma ai principi della Sharia" @giuliasorre95
ilgiornale.it/news/interni/l…
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Difficile ipotizzare che posizioni simili siano compatibili con la vita in una società moderna, civile e libera.
La dottoressa, che ha anche il pelo di mettere "Free speech" nella bio (vivendo in GB in effetti -lei- gode di libertà di parola) purtroppo non è neanche la sola.
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Borgatara, pesciarola, ortolana.
E poi tanto altro: “regina di Coattonia”, “vacca”, “rana dalla bocca larga”, “str****”.
E così via. In questi anni ho ricevuto epiteti di ogni tipo.
Personali, sul mio fisico, sulla mia famiglia, sulle mie origini.
Ma oggi si cambia registro. E il livello cambia.
Perché un signore del Partito democratico, tal Floriano Della Bella, ha detto in una seduta del Consiglio comunale di Pontedera che la Meloni è una “ciociara, nella maniera più dispregiativa”. E per questo è stato richiamato dal Presidente dell’Aula, altro esponente del Pd, che aggiunge: “Per favore, usi termini consoni al suo ruolo”.
Quindi, per questi signori, essere “ciociari” è una vergogna e se lo dici a qualcuno equivale ad insultarlo. Non solo: è addirittura un termine che non va pronunciato in un luogo istituzionale.
Mi spiace per loro, ma io non la penso così. E sono orgogliosa di essere definita ciociara. Perché la Ciociaria è uno dei territori più belli, antichi e straordinari della nostra Italia. Terra di Papi e condottieri, di Santi e artisti, di letterati e poeti. Cicerone, Caio Mario, Bonifacio VIII, San Tommaso d’Aquino, Marcello Mastroianni, Vittorio De Sica, Nino Manfredi e tanti altri uomini e donne che nel corso del tempo hanno fatto la nostra storia.
Si riempiono la bocca di popolo, rispetto e coesione. Ma poi insultano, in un colpo solo, quasi mezzo milione di italiani definendoli inferiori, ignoranti, cittadini di serie B. Ma ad essere ignoranti sono solo loro.
Viva la Ciociaria!
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Niente, i politici e persino il Presidente della Repubblica non riescono a commemorare l’orrore del #7ottobre e fermarsi lì per oggi. Non ce la fanno: devono per forza parlare della soluzione dei due Stati, fare gli equidistanti.
Era meglio il silenzio.
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Domani al @TeatroEliseo presentazione del libro che ha suscitato molto scalpore in Francia. L’autrice @NoraBussigny si è infiltrata nella sinistra francese e nel movimento pro-Pal e ha documentato, attraverso la sua esperienza diretta, l’antisemitismo militante.
@Setteottobre_
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Il pilota omanita, dopo giorni di interrogatorio, ha ammesso il piano: far precipitare l’aereo sull’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv.
L’obiettivo era avvicinarsi normalmente all’atterraggio e, negli ultimi secondi, quando non sarebbe stato più possibile intercettarlo, schiantarsi sull’aeroporto.
Ma il piano è stato sventato grazie al coraggio del pilota indiano ferito, riuscito ad aprire la porta della cabina.
Un gesto che ha salvato tutti e trasformato la vicenda in un lieto fine.
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È STATO IMPICCATO DOPO UN ICTUS e a meno di 24 ore dal suo matrimonio avvenuto telefonicamente con la sua compagna anche lei incarcerata, MA NESSUN MEDIA NE PARLA!
L’esecuzione del giovane manifestante venticinquenne iraniano è avvenuta nella perfetta indifferenza dell’opinione pubblica e in perfetta impunità.
#Iran
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Norma Cossetto era una bellissima ragazza di Santa Domenica di Visinada. Aveva 23 anni, sogni, affetti e tutta una vita davanti a sé. Nella notte tra il 4 e il 5 ottobre 1943 fu seviziata e uccisa dai partigiani comunisti titini. Il suo corpo martoriato venne gettato in una foiba, diventando uno dei simboli più dolorosi della violenza che colpì gli italiani del confine orientale.
Per troppo tempo, la sua storia e quella di tante altre vittime delle foibe sono rimaste ai margini della coscienza nazionale, ostacolate da pregiudizi ideologici.
Ricordare Norma significa custodire la testimonianza di una vita spezzata dalla barbarie e riaffermare il valore della vita umana. Significa non permettere che il dolore di chi ha subito quella violenza venga negato, minimizzato o giustificato.
Una Nazione matura non ha paura della propria storia. Ha il dovere di conoscerla, di rispettare tutte le sue vittime e trasmettere alle nuove generazioni la consapevolezza del passato, senza silenzi o rimozioni.
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Io adoro il popolo israeliano. Ammiro il loro coraggio, la loro forza, la decisione di vivere con gioia e ottimismo la vita, nonostante le grandi avversità.
הנוסע הישראלי שהשתלט על הטייס
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הסרטון אינו מהאירוע בטיסת פליי דובאי אלא פורסם ביולי 2026 בפוסט לא קשור; הקבינה אינה של 737 MAX 8.
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commons.wikimedia.org/wiki/File:Econ…
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O Nostra Signora di Lourdes, l’Immacolata Concezione, Madre piena d’amore, ti affidiamo le nostre intenzioni personali più pressanti, in particolare quelle delle persone malate e sofferenti. Ti affidiamo i nostri cari e i nostri defunti. Rimuovi, ti preghiamo, tutti gli ostacoli che ancora ci separano dal tuo amato Figlio e fa’ che Egli regni in tutti i cuori. Amen. #ViaggioApostolico #Francia
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Replying to @StefanoFeltri
Negano la Shoah, poi ci sono politici, giornalisti e personalità varie ed eventuali che negano a Israele il diritto di esistere, negano gli stupri, negano che Hamas sia un'organzzazione terroristica e via dicendo.
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Il discorso di Guterres è un perfetto e spaventoso manifesto di sottomissione del modello Onu all’islamismo radicale.
ilfoglio.it/esteri/2026/09/2…
Il segretario generale delle Nazioni Unite ha dimenticato gli houthi, ha rimosso l’Iran, ha minimizzato Hamas, ha demonizzato Israele perché l’algoritmo dell’Onu, quando si occupa dei conflitti del mondo, riesce a funzionare bene se sceglie di non disturbare le ideologie estremiste. Non poteva esserci miglior commiato.
Importante articolo di @claudiocerasa, direttore de @ilfoglio_it
"Bisogna ringraziare di cuore il dottor António Manuel de Oliveira Guterres, segretario generale delle Nazioni Unite, per aver scelto di aprire, due giorni fa, l’Assemblea generale dell’Onu con un discorso di commiato incentrato sul principio di verità. E la verità di ciò che è stata l’Onu nei dieci anni di Guterres è tutta nelle parole consegnate dal segretario generale, martedì scorso, ai delegati delle Nazioni Unite, che potremmo tentare di sintetizzare con il titolo di un famoso romanzo di Michel Houellebecq: “Sottomissione”. La sottomissione in questione è quella che, con una certa linearità, Guterres ha scelto di rendere manifesta nel suo discorso da brividi, discorso rispetto al quale basta unire i puntini per capire di cosa stiamo parlando.
Guterres, da perfetto segretario generale delle Nazioni Unite nell’affermazione del doppio standard umanitario, nel suo manifesto sui diritti umani calpestati, sulla crudeltà della guerra, sui civili presi di mira, ha scelto di dedicare la bellezza di mezza riga al 7 ottobre (91 battute, spazi inclusi). Ha scelto di dedicare a Israele dieci volte lo spazio dedicato a Hamas (1.100 battute, il 4 per cento del discorso). Ha scelto di calcare la mano sullo “spettro della pulizia etnica” portata avanti secondo Guterres da Israele in Cisgiordania dedicando la bellezza di zero parole, zero righe, spazi inclusi, alla piaga dell’antisemitismo generato dall’Intifada globale che ha trasformato l’essere ebrei in una colpa mortale, in alcuni casi anche con la collaborazione, a Gaza, di alcuni dipendenti di un’agenzia Onu di cui Guterres avrà sentito parlare, l’Unrwa (suggeriamo ai follower dell’agenda Guterres di ascoltare il discorso da brividi fatto qualche giorno fa all’Onu da Neta Heiman Mina, figlia di Ditza Heiman, israeliana di 84 anni rapita durante l’attacco del 7 ottobre 2023 e tenuta ostaggio per 53 giorni a Gaza, 48 dei quali, secondo la testimonianza della figlia, nella casa di un insegnante dell’Unrwa). Ha scelto di dedicare la bellezza di zero parole, zero battute, zero citazioni a un paese notoriamente campione nella difesa dei diritti umani come l’Iran, al quale, durante la stagione di Guterres, il sistema Onu ha affidato incarichi importanti proprio nel campo dei diritti (nel 2021 l’Iran fu eletto nella Commissione sullo status delle donne, dalla quale fu espulso nel 2022 dopo la repressione seguita alla morte di Mahsa Amini, e nel 2023 l’ambasciatore iraniano Ali Bahreini venne nominato Chair-Rapporteur del Social Forum del Consiglio Onu per i diritti umani). Ha scelto di citare la bellezza di zero volte i terroristi degli #Houthi, a cui probabilmente il segretario generale delle Nazioni Unite se solo avesse avuto più tempo avrebbe voluto affidare una qualche commissione per la Difesa del diritto del mare. Ha scelto di ignorare del tutto le minacce ai cristiani perseguitati nel mondo, in Africa soprattutto. E ha scelto, infine, di denunciare l’orrore del conflitto in Sudan descrivendolo però in modo generico, come “una guerra per il potere alimentata da attori esterni”.
Il filo conduttore del modello Guterres, e la sua sottomissione, lo si può intravedere con chiarezza in una rimozione che è l’essenza del doppio standard modello Onu: l’islamismo politico e l’islamismo radicale. Si parla di Sudan senza parlare delle reti islamiste legate all’èra Bashir che sono ancora uno dei moltiplicatori della violenza sudanese. Si dimentica di parlare di cristiani perseguitati perché parlarne significherebbe dover denunciare gli orrori dell’islamismo. Si dimenticano gli houthi, si rimuove l’Iran, si minimizza #Hamas, si demonizza Israele perché l’algoritmo dell’Onu, quando si occupa dei conflitti del mondo, riesce a funzionare bene se sceglie di non disturbare le ideologie estremiste. Non poteva esserci miglior commiato, per il segretario generale, di quello offerto due giorni fa: un’Onu sottomessa alle dittature, specializzata nell’inseguire i doppi standard, incapace di difendere chi prova a ribellarsi agli sponsor del terrore. Grazie di cuore, gentile Guterres."
@FratellidItalia @fdieuropa @FDI_Parlamento @nazione_futura @f_nirenstein @GeopoliticalCen @GlobalCRL @Italia_Israele @Setteottobre_ @Giov_Nazionale @iran_policy @HakamianMahmoud @donneiran @GiovaniIraniani
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UN Secretary-General António Guterres said: “I have never seen killing and destruction like Gaza in all my years as Secretary-General.”
According to even the most critical reports, Guterres, 70,000 people were killed in the war in Gaza, a large proportion of them Hamas terrorists.
During your years as Secretary-General: more than 600,000 people were massacred or starved to death in Ethiopia.
377,000 died in Yemen — that figure appears in reports issued by your own organization.
150,000 were killed in Sudan and 12 million were displaced.
Hundreds of thousands have been buried in Ukraine.
You didn’t see it? They died before your eyes. You simply looked the other way, because the Jews couldn’t be blamed.





















