Quello che è successo a #Foligno è grave e merita di essere raccontato.
I rappresentanti locali di #Vannacci hanno contestato il mio invito a parlare di antibiotico-resistenza, che farò questa sera in occasione dell’evento “I primi in salute”.
Non stiamo parlando di politica. Stiamo parlando di medicina, ricerca e salute pubblica e di una delle più importanti emergenze sanitarie dei nostri tempi.
Io sono uno scienziato che da decenni si occupa di ricerca internazionale, con un h-index di 130, migliaia di pubblicazioni e studi scientifici. Se qualcuno vuole contestare quello che dico, è assolutamente libero di farlo: venga a discutere, porti dati, studi, argomenti. È così che funziona la scienza.
Invece, a quanto mi è stato riferito, la mia colpa sarebbe quella di essere stato favorevole ai vaccini durante la pandemia.
Ma evidentemente qualcuno conosce molto poco delle mie posizioni. Sulle chiusure, per esempio, sono stato fin dall’inizio tra le voci più critiche e tra i pochi a schierarsi apertamente contro i lockdown generalizzati.
Quindi prima di attaccare, sarebbe utile studiare.
Mi spiace soprattutto che una forza politica che vuole rappresentare la destra italiana possa pensare di conquistare consenso strizzando l’occhio alla parte più radicalmente no-vax e complottista dell’elettorato, arrivando persino a mettere in discussione la partecipazione di un medico e ricercatore a un incontro sulla scienza.
La scienza non ha bisogno del permesso dei partiti.
E non ha nemmeno paura delle domande scomode.
Ha bisogno di dati, confronto e libertà di discutere.
Per questo mi auguro che sia stata un’iniziativa del comitato folignate di Futuro Nazionale e che non rappresenti la posizione di Vannacci.
Perché altrimenti la domanda diventa inevitabile: perché avere paura del confronto con uno scienziato?
Se si hanno argomenti, si discute.
Se non si hanno argomenti, si cerca di impedire all’altro di parlare.
Io, comunque, a Foligno parlerò di antibiotico-resistenza e invito i seguaci di Vannacci a partecipare perché così impareranno qualcosa su un tema così delicato.
E continuerò a parlare di scienza, dati e salute pubblica, indipendentemente da chi si sentirà disturbato.
Quello che è successo a #Foligno è grave e merita di essere raccontato.
I rappresentanti locali di #Vannacci hanno contestato il mio invito a parlare di antibiotico-resistenza, che farò questa sera in occasione dell’evento “I primi in salute”.
Non stiamo parlando di politica. Stiamo parlando di medicina, ricerca e salute pubblica e di una delle più importanti emergenze sanitarie dei nostri tempi.
Io sono uno scienziato che da decenni si occupa di ricerca internazionale, con un h-index di 130, migliaia di pubblicazioni e studi scientifici. Se qualcuno vuole contestare quello che dico, è assolutamente libero di farlo: venga a discutere, porti dati, studi, argomenti. È così che funziona la scienza.
Invece, a quanto mi è stato riferito, la mia colpa sarebbe quella di essere stato favorevole ai vaccini durante la pandemia.
Ma evidentemente qualcuno conosce molto poco delle mie posizioni. Sulle chiusure, per esempio, sono stato fin dall’inizio tra le voci più critiche e tra i pochi a schierarsi apertamente contro i lockdown generalizzati.
Quindi prima di attaccare, sarebbe utile studiare.
Mi spiace soprattutto che una forza politica che vuole rappresentare la destra italiana possa pensare di conquistare consenso strizzando l’occhio alla parte più radicalmente no-vax e complottista dell’elettorato, arrivando persino a mettere in discussione la partecipazione di un medico e ricercatore a un incontro sulla scienza.
La scienza non ha bisogno del permesso dei partiti.
E non ha nemmeno paura delle domande scomode.
Ha bisogno di dati, confronto e libertà di discutere.
Per questo mi auguro che sia stata un’iniziativa del comitato folignate di Futuro Nazionale e che non rappresenti la posizione di Vannacci.
Perché altrimenti la domanda diventa inevitabile: perché avere paura del confronto con uno scienziato?
Se si hanno argomenti, si discute.
Se non si hanno argomenti, si cerca di impedire all’altro di parlare.
Io, comunque, a Foligno parlerò di antibiotico-resistenza e inviti i seguaci di Vannacci a partecipare perché così imparenterò qualcosa si un tema così delicato.
E continuerò a parlare di scienza, dati e salute pubblica, indipendentemente da chi si sentirà disturbato.
Il #morbillo sta tornando. E non è una buona notizia.
In Pennsylvania l’epidemia continua a crescere: 835 casi confermati in 39 contee, 164 persone ricoverate e 4 morti secondo l’ultimo aggiornamento ufficiale disponibile. E il numero continua ad aumentare.
Ma la Pennsylvania non è un caso isolato.
Il morbillo sta tornando a circolare in molti Paesi perché, quando le coperture vaccinali scendono, si creano sacche di persone suscettibili e un virus estremamente contagioso come questo torna rapidamente a diffondersi. L’OMS segnala che nel 2025 solo il 77% dei bambini nel mondo aveva ricevuto entrambe le dosi del vaccino contro il morbillo, ben al di sotto del livello necessario per interrompere la trasmissione. Nel 2025, 57 Paesi hanno registrato focolai importanti o dirompenti.
E riguarda anche l’Europa e l’Italia. Nel periodo agosto 2025–luglio 2026, i Paesi UE/SEE hanno registrato 2.339 casi di morbillo, con l’Italia tra i Paesi con il maggior numero di casi nel mese di luglio 2026.
È importante ricordarlo: il morbillo non è una malattia innocua del passato. È altamente contagioso (per ogni caso ci possono essere altri 17 casi: R0=17-20), può provocare complicanze gravi e può uccidere. E abbiamo da decenni uno strumento estremamente efficace per prevenirlo: la vaccinazione. Due dosi di vaccino MPR garantiscono circa il 97% di protezione.
Abbiamo fatto sparire il morbillo dalla nostra quotidianità grazie alla vaccinazione. Ora, abbassando le coperture, stiamo permettendo che torni.
Non è progresso vedere tornare malattie che avevamo imparato a prevenire.
C’è un dato che mi fa particolarmente piacere: le iscrizioni ai corsi di #laurea in #Infermieristica stanno registrando una crescita importante, con domande che in molti casi superano ampiamente i posti disponibili.
È un segnale forte. Significa che torna la voglia di fare l’infermiere, di scegliere una professione centrale nel nostro sistema sanitario: negli ospedali e sul territorio, nel pubblico e nel privato.
E credo che in questo ci sia anche una lezione del Covid.
Molti dei ragazzi che oggi scelgono Infermieristica erano alle scuole superiori durante la pandemia. Hanno visto da vicino, anche attraverso le immagini e le testimonianze di quegli anni, che cosa significasse essere medici, infermieri e operatori sociosanitari quando il Paese aveva più bisogno di loro.
Hanno visto competenza, responsabilità, sacrificio, solidarietà e umanità.
E oggi una parte di quella generazione decide di mettersi in gioco proprio in quelle professioni.
È un bellissimo richiamo ai valori. E dovrebbe essere anche un messaggio molto chiaro alla politica: negli ultimi anni troppo spesso il personale sanitario è stato trattato come un problema, messo sotto accusa o lasciato in secondo piano. Eppure, durante la pandemia, proprio medici, infermieri e OSS sono stati un esempio per milioni di persone.
Oggi quei valori tornano a farsi sentire nelle scelte dei nostri giovani.
Adesso tocca a noi dare valore a chi sceglie di prendersi cura degli altri.
Se tornano le vocazioni, devono tornare anche condizioni di lavoro, riconoscimento professionale e condizioni economiche adeguate per infermieri, medici e OSS.
Perché non basta dire ai giovani che il loro lavoro è importante: bisogna dimostrarlo concretamente.
Questa crescita delle iscrizioni è un segnale di fiducia.
Accogliamolo e facciamone un punto di ripartenza.
Ben venga. Continuiamo così. ❤️
🦟 #Malaria a Francoforte: terza vittima
A Francoforte è morto un residente del quartiere di Schwanheim, portando a tre le vittime del focolaio di malaria comparso in Germania questa estate.
I primi sei casi riguardavano lavoratori dell’aeroporto, nessuno dei quali aveva viaggiato recentemente in zone endemiche. L’ipotesi iniziale è quella della cosiddetta “airport malaria”: una zanzara Anopheles infetta potrebbe essere arrivata dall’estero a bordo di un aereo proveniente da una zona a rischio e aver trasmesso il parassita ai lavoratori dello scalo.
Ora però sono stati registrati due casi tra residenti di Schwanheim, vicino all’aeroporto, che non lavoravano allo scalo e non avevano viaggiato in aree malariche. Uno dei due è deceduto. Le autorità stanno ancora cercando di capire se questi casi siano collegati al focolaio aeroportuale.
Sono state installate trappole per le zanzare e il monitoraggio è stato esteso anche alla zona residenziale. Al momento, secondo il Gesundheitsamt di Francoforte, non sono state individuate zanzare Anopheles.
🇮🇹 Il Ministero della Salute italiano è stato informato attraverso il sistema europeo di allerta e, allo stato attuale, valuta basso il rischio per la popolazione italiana.
💬 Il mio auspicio è che si tratti ancora di casi di “airport malaria” — magari legati a zanzare trasportate con aerei, bagagli o merci — e non dell’inizio di una trasmissione locale sostenuta da zanzare Anopheles presenti sul territorio.
Il cambiamento climatico e l’aumento delle temperature possono infatti favorire la sopravvivenza più a lungo di zanzare importate e, nel tempo, modificare le condizioni favorevoli alla trasmissione. Ma non è corretto concludere da questi casi che a Francoforte sia già iniziata una diffusione autoctona legata al clima: le indagini sono ancora in corso e le autorità tedesche considerano tuttora le condizioni climatiche locali sfavorevoli al ciclo completo della malaria.
La situazione merita quindi attenzione, monitoraggio e diagnosi tempestive, senza creare allarmismi.
Questi sono i prezzi del carburante ieri in Italia e in Spagna (prezzo delle Isole Canarie dove l’IVA è più bassa, ma in generale in Spagna costa mediamente 50 centesimi meno che in Italia) in 2 distributori. Due Stati dell’Unione Europea
Sembra che la guerra ci sia solo da noi…a meno che non ci sia qualcuno che ci specula…
Nel nord dell’Inghilterra, un ospedale del NHS finisce sotto esame: 4.500 cartelle cliniche di pazienti con tumore al seno da riesaminare, dopo che almeno 20 donne hanno subito mastectomie giudicate poi non necessarie. Il caso è emerso grazie alla BBC. La domanda sorge spontanea: chi controllava chi?
Focolaio di #morbillo senza precedenti in Liguria.
Si rischia la peggiore epidemia di degli ultimi 40 anni.
Il morbillo è una malattia infettiva molto contagiosa e molto grave per le sue possibili complicanze sia nell’adulto che nel bambino.
Indovinate perché siamo arrivati a questo punto? C’è qualcuno a cui fischiano le orecchie?
La nuova stagione dell'influenza 2026-2027 è alle porte e potrebbe essere caratterizzata da un numero minore di casi ma più gravi.
In Australia infatti la stagione è stata leggermente meno pesante dal punto di vista del numero di infezioni rispetto alla stagione precedente, che invece era stata molto aggressiva. Però ci sono stati più ricoverati in ospedale rispetto a quello che era avvenuto l'anno prima. Casi più gravi e impegnativi. E quindi dobbiamo tenere l'attenzione molto alta.
I ceppi che hanno circolato nell'altro emisfero sono H3N2 e H1N1 che sono i due classici virus dell'influenza A, mentre ha circolato meno il virus dell’#influenza B. E' possibile pensare, quindi, che anche noi avremo una stagione simile con casi più complicati. Da qui l'importanza della vaccinazione. Io rimango dell'idea che la vaccinazione dovrebbe essere universale, cioè da zero anni a 100 anni. Ma certamente chi non ne può fare a meno sono le persone fragili, sono gli anziani: un over 75 non vaccinato per l'influenza è un delitto per il sistema sanitario.
Che fare?
Noi continuiamo a ricordare che vaccinarsi è importante ma se la gente non si vuole vaccinare, che dire? Più che dare la vaccinazione gratuita e spiegare i rischi non possiamo fare.
Chi non di vaccina e rientra nella categorie a rischio?
Peggio per loro!!
È’ allarme #morbillo in Liguria. 12 casi in 20 giorni con questa grave infezione diffusa tra i giovani adulti non vaccinati.
Bisogna alzare il livello di attenzione!
Siamo di fronte ad una delle peggiori epidemie di #morbillo mai viste. primocanale.it/sanit%C3%A0/7…
Non bastano gli studi registrativi: servono dati d’uso dei #farmaci innovativi.
Le evidenze prodotte dagli studi di fase III, necessarie per arrivare all’approvazione regolatoria, non sono sufficienti da sole a definire il valore reale di un farmaco nel tempo.
Il punto è raccogliere e utilizzare anche i dati d’uso, monitorando ciò che accade nella pratica clinica quotidiana. Serve quindi “monitorare per vedere i risultati”, anche per capire se un farmaco venga usato in modo appropriato e se siano rispettate le indicazioni per le quali è stato approvato.
Spiagiamo l’attenzione dal solo accesso al mercato alla verifica degli esiti ottenuti nei pazienti reali. In questa prospettiva, la remunerazione delle terapie innovative dovrebbe essere collegata alla capacità di produrre benefici concreti: riduzione della mortalità, miglioramento dell’aspettativa di vita, qualità di vita e appropriatezza d’uso.
Il tema non è ridurre l’accesso all’innovazione, ma renderlo sostenibile e coerente con i risultati prodotti.
Inoltte per rendere più sostenibile il mercato farmaceutico, ci vuiojr una contrattazione dei prezzi a livello europeo.
Non è normale che noi viviamo in un continente in cui abbiamo un’unica agenzia, l’EMA, che approva o non approva il farmaco, ma poi la contrattazione del prezzo avviene a livello locale, cioè fondamentalmente a livello dei singoli Paesi.
Uns trattativa unica europea aumenterebbe il potere negoziale rispetto a quello dei singoli Stati membri.
Un conto è andare a contrattare il prezzo del farmaco a nome di trecentocinquanta milioni di abitanti degli ‘Stati Uniti d’Europa’, un conto è andare a un tavolo per rappresentare sessanta milioni di italiani.
Il potere contrattuale è diverso
quotidianosanita.it/scienza-…
Sulla politica del farmaco si può e si deve dare in maniera diversa
Anche sull’acquisto di farmaci - che occupa decine di miliardi del Fondo Sanitario Nazionale - la politica sa solo parlare di soldi.
Invece @ProfMBassetti ci sta spiegando in modo chiarissimo come si può riformare il sistema - anche a costo zero - per spendere meglio e ottenere risultati migliori per le persone.
Quando la politica avrà il coraggio di prendere i voti su questo, e non solo su “vi prometto che spenderò di più”?