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Giornalista. Premio Luchetta 2022 - Stampa italiana. Blocco i troll e i propagandisti senza interagirci. Ho fondato e dirigo @kritica_news.

Joined December 2009
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La verità del potere e la verità dei fatti L’11 novembre, il mio rapporto di lavoro con la rivista MicroMega si è concluso, consensualmente. Ero arrivata in MicroMega due anni fa, per una collaborazione che inizialmente doveva essere di qualche mese in sostituzione di una collega, e che era stata poi convertita in un rapporto a tempo indeterminato. Il primo della mia vita. Il terremoto che si è abbattuto su di me in questo ultimo mese, con una serie di attacchi in batteria ricevuti dalla comunità filoisraeliana italiana, ha coinvolto in pieno – secondo una classica modalità intimidatoria e ritorsiva – anche l’azienda per cui lavoravo; questo nonostante tutte le reazioni fossero state suscitate da post scritti sui miei profili social personali. Post che la propaganda non ha gradito, giacché osavano mettere in discussione alcuni dei cardini narrativi attraverso i quali la comunità filoisraeliana in tutto il mondo giustifica la barbarie che Israele sta dispiegando da oltre un anno in Palestina. Hanno pensato bene di colpirmi dove sapevano di trovarmi più vulnerabile, come sempre fanno: nei rapporti di lavoro. Per zittirmi si sono mobilitati i loro più famosi esponenti sui media. Associazioni, giornali e pseudo-giornali, giornalisti e pseudo-giornalisti, leoni e leonesse da tastiera e via discorrendo hanno messo in campo la loro capacità d’influenza e di pressione e hanno utilizzato i social, la stampa, le comunicazioni private per diffamare la mia persona, macchiare la mia immagine professionale e deteriorare il mio rapporto di lavoro. Volevano fare paura, a questo servono le comunicazioni intimidatorie. E sono efficaci: riescono a fare paura. In queste settimane ho avuto, sinceramente, paura. Hanno riversato sul mio conto una incessante quantità di menzogne, tanto sulle mie idee e posizioni, quanto sulle vicende che venivano via via prese a pretesto per colpirmi: i presunti stupri del 7 ottobre 2023; la vicenda della giovane iraniana denudatasi a Teheran e trasformata in un meme propagandistico alla velocità della luce; e infine, gli avvenimenti di Amsterdam, il cui racconto da parte dei media mainstream e delle principali istituzioni politiche europee ha segnato credo il punto di scollamento massimo, nelle formalmente democrazie occidentali, fra la realtà come la rappresentano le élite e quella che la gente comune esperisce. Tutto questo, come scrivo e dico da ormai oltre un anno, non è semplicemente un modo violento di stare al mondo; è parte di un sempre più espliciti passaggio a nuovi regimi totalitari, anche nella nostra Europa; regimi che mirano ad asservire le popolazioni a nuove forme di suprematismo di classe e razziale, e che non riuscirebbero mai a instaurarsi senza colpire, come da manuale, innanzitutto la ricerca della verità e chi la porta avanti. La mia convinzione profonda, perciò, è che la resistenza democratica a questi nuovi totalitarismi passi, così come è sempre stato nei frangenti che hanno fatto la Storia, dall’affermare testardamente la verità dei fatti su quella del potere. E dalla solidarietà, altrettanto testarda, contro chi subisce vili attacchi squadristici perché ciò che fa non va giù ai detentori del potere. Per me, in questo momento la priorità è continuare a esprimere il mio pensiero, senza cedere al ricatto della violenza e della paura; praticare le libertà politiche di cittadina garantite dalla Costituzione, mai così minacciate per tutti e tutte; e creare le condizioni per continuare a esercitare il mio mestiere in piena coscienza e dignità. Anche a costo di doverci rinunciare, come già fatto più volte in passato, se tali condizioni non dovessero più sussistere. Chiunque mi abbia accusata di antisemitismo, di “negazionismo” dell’Olocausto o dello stesso 7 ottobre nella sua gravità e orrore, e persino di fiancheggiare formazioni terroristiche, ovviamente non si è premurato di leggere nulla degli articoli e neanche dei post che ho scritto nel corso degli anni, prima di muovere tali pesanti accuse; ne risponderà davanti ai giudici. Ringrazio tutte le persone che mi sono state vicine in queste settimane, e in primis il sindacato Stampa Romana per la sua assistenza calorosa e solidale. Da un punto di vista professionale torno a essere una giornalista indipendente, dai tempi ponderati, esattamente come lo ero prima che cominciasse la mia imprevista avventura da redattrice. La mia unica amarezza è la consapevolezza che indietro, veramente, non si torna. Due anni fa, quando entravo in MicroMega, c’era ancora mio padre con me, ad appoggiarmi nelle mie battaglie, nei traguardi e nelle peripezie. Oggi non c’è più. La mia famiglia mi è vicina, mi sostiene con amore e solidarietà ogni giorno; l’abbraccio di Alessio, ovunque si trovi in questo momento – nei nostri pensieri innanzitutto –, ci riscalda.
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Sostenete Federica e tutte le persone che contribuiscono a questo progetto tanto virtuoso quanto essenziale, ne vale davvero la pena.
Leonardo Maria Del Vecchio si fregia di voler sostenere il giornalismo che dà le notizie eccetera eccetera, di offrire ai suoi dipendenti condizioni di mercato vantaggiose e di essere insomma un padrone illuminato, ma finanzierebbe mai un progetto come Kritica? Ovviamente no. Potete finanziarlo solo voi. Siamo prossimi alla fine di ottobre e sarebbe fantastico chiudere l'obiettivo del mese raccogliendo 500 euro nei prossimi tre giorni. Kritica ce la sta mettendo veramente tutta per fare il giornalismo migliore possibile nelle condizioni economiche e materiali in cui siamo, e che è imperativo rendere sempre più sostenibili, per chi vi scrive ora ma anche per le persone con cui lavoro più da vicino ogni giorno e che si stanno appassionando con me tantissimo a quello che facciamo. Kritica non è nata per portare gloria a me. È nata per fare qualcosa di buono nel mondo dell'informazione, perché è necessario. Perché i media padronali sono alla frutta. Perché i lettori pure non stanno troppo bene. Perché un'informazione libera e di livello, che non si fa prendere dai personalismi né dai qualunquismi è veramente rara in questo Paese. Noi la stiamo facendo. 500 euro, che sono? 10 persone che donano 50 euro. 20 persone che ne donano 25. 25 euro sono alla portata di tutti. Di tutti tutti tutti, per avere in cambio qualcosa di cui avete bisogno più del caffè mattutino ☕️ Grazie di cuore!
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Leonardo Maria Del Vecchio si fregia di voler sostenere il giornalismo che dà le notizie eccetera eccetera, di offrire ai suoi dipendenti condizioni di mercato vantaggiose e di essere insomma un padrone illuminato, ma finanzierebbe mai un progetto come Kritica? Ovviamente no. Potete finanziarlo solo voi. Siamo prossimi alla fine di ottobre e sarebbe fantastico chiudere l'obiettivo del mese raccogliendo 500 euro nei prossimi tre giorni. Kritica ce la sta mettendo veramente tutta per fare il giornalismo migliore possibile nelle condizioni economiche e materiali in cui siamo, e che è imperativo rendere sempre più sostenibili, per chi vi scrive ora ma anche per le persone con cui lavoro più da vicino ogni giorno e che si stanno appassionando con me tantissimo a quello che facciamo. Kritica non è nata per portare gloria a me. È nata per fare qualcosa di buono nel mondo dell'informazione, perché è necessario. Perché i media padronali sono alla frutta. Perché i lettori pure non stanno troppo bene. Perché un'informazione libera e di livello, che non si fa prendere dai personalismi né dai qualunquismi è veramente rara in questo Paese. Noi la stiamo facendo. 500 euro, che sono? 10 persone che donano 50 euro. 20 persone che ne donano 25. 25 euro sono alla portata di tutti. Di tutti tutti tutti, per avere in cambio qualcosa di cui avete bisogno più del caffè mattutino ☕️ Grazie di cuore!
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In vista delle prossime manifestazioni chiediamo alle autorità italiane di: - rispettare, proteggere e facilitare le assemblee pacifiche, comprese quelle critiche nei confronti delle politiche governative; - mettere in atto tecniche di de-escalation per prevenire la violenza; - garantire che qualsiasi uso della forza sia conforme ai principi di legalità, necessità e proporzionalità, garantendo che l’uso della forza sia sempre proporzionato e vi si ricorra solo quando altri mezzi non violenti si sono rivelati inefficaci; - condurre indagini indipendenti, efficaci e tempestive su ogni denuncia credibile di violazione dei diritti umani; - porre fine ad arresti arbitrari, trattenimenti non necessari e restrizioni sproporzionate del diritto di protesta; - adottare misure efficaci per prevenire e contrastare la profilazione razziale da parte delle forze di polizia; - garantire la protezione di personale sanitario, giornalisti, osservatori e monitor dei diritti umani.
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La nuova newsletter di @kritica_news. Iscrivetevi e leggetela. Dalla pretesa impossibile dell’ordine autoritario nasce il dis/ordine. E noi ve lo raccontiamo. kritica.substack.com/p/nasce…
Nasce Dis/Ordine. Per osservare e raccontare la pretesa impossibile dell’ordine autoritario. Una newsletter di Kritica a cura di Dario Morgante. Nr. 1: Il malcontento giovanile dà vita alla rivolta. È gratis, ma la puoi pagare per sostenere Kritica. kritica.substack.com/p/nasce…
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sapete perché, fin dall'inizio, non ho preso sul serio le accuse del governo #Meloni contro #YousefSiher, dipinto come un pericoloso sovversivo islamico? Perché chi fa sul serio come *sovversivo* NON usa #Telegram e NON usa #Instagram
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Poiché Daniele D'Ambra è ancora bloccato da X, condivido qui con voi l'ultimo post della sua newsletter "Marxiana", per dargli più visibilità. Si intitola "L’invenzione della classe media" e cade a pennello per comprendere meglio anche alcune esternazioni di ieri della nostra Pres. Cons. Buona lettura e che Daniele torni presto! Pensare che sia stato bloccato lui per "frasi violente" fa capire come le parole, in mano agli Humpty Dumpty, non significano più nulla. marxianalab.substack.com/p/l…
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Frattanto, a Roma la giunta a solida maggioranza PD continua a comportarsi come se ad amministrare Roma fosse un senato di patrizi e non una giunta democratica che rende conto ai cittadini.
Con un atto di spregio verso i cittadini e verso la democrazia partecipativa tutta, la giunta Gualtieri continua a rifiutarsi di calendarizzare la delibera popolare contro le complicità di Roma con Israele. kritica.it/politica/mobilita…
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Si sente l’odore di bruciato emanare dalla messa in piega di Giorgia Meloni dopo il rilascio di Youssef Siher. Lo Stato di diritto traballa ma non è stato ancora sconfitto. E la strategia del governo di creare un capro espiatorio rischia di dimostrarsi un boomerang pazzesco. Il malcontento sociale in questo Paese nasce da condizioni di vita sempre più insostenibili, non certo viene sobillato dall’ultimo che apre una chat.
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Quello che personalmente faccio da tutta la vita, anche come misura di salute mentale. Qui in Italia è un vizio trastullarsi con il peggio, rilanciarlo e rinforzarlo, consolandosi così con l’idea di essere meglio. Clamoroso autogol reiterativo.
#Lula ha vinto le elezioni in #Brasile grazie alla strategia social media di #AndréJanones. Quale? Non interagire coi contenuti della destra: non leggerli, non ascoltarli, non guardare i loro video, non condividerne i post. Semplicemente ignorarli.
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Gli stessi giornali che hanno mostrificato e messo alla gogna Youssef Siher adesso pubblicano editoriali e corsivi contro la mostrificazione e la gogna di Youssef Siher. Che è successo nel frattempo? Esame di coscienza? Macchè. Semplicemente il dispositivo di fermo ha girato ovunque e andando alla fonte primaria si sono resi conto anche loro che questo caso non esiste, non sta in piedi e che le motivazioni del PM sono pura polizia del pensiero. A quel punto probabilmente loro stessi si sono messi paura di quello che stavano avallando, ovviamente senza la minima onestà intellettuale necessaria per una autocritica. Perché abbiate pazienza ma bisogna essere proprio scemotti per pensare che questa criminalizzazione a tappeto delle idee differenti e del dissenso, se non viene fermata subito, domani non porti in gattabuia tua figlia, tuo nipote o te. Noi pensiamo che la gente rinunci alla libertà per un tozzo di pane. È falsissimo. La paura di perdere la libertà è una delle più ataviche per la mente umana.
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Ancora un altro rapporto dell’ONU tradotto per voi. Da leggere. Contiene rilievi e accuse importanti anche verso l’Autorità Palestinese oltre che verso Israele e la comunità internazionale complice.
Mentre Israele va alle urne, l'ultimo rapporto ONU ribadisce che è in corso il genocidio dei palestinesi e che gli Stati devono fermarlo. Anche l'Autorità palestinese accusata di violazione dei diritti dei palestinesi. Il report integrale, in italiano. kritica.it/politica/palestin…
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Segnalazione 👇 importante
Pubblichiamo in italiano l'ultimo rapporto della Relatrice speciale ONU per i Territori occupati Francesca Albanese: "La verità sotto le macerie: i media al tempo del genocidio". kritica.it/politica/palestin…
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Il nostro specialone sulla Serbia da leggere con grande attenzione, pieno di spunti interessanti sui cambiamenti politici e culturali in corso nel Paese. Ci sono tanti interrogativi, tante incertezze ed elementi critici, ma c'è anche un tentativo di lasciarsi alle spalle l'autocrazia e il culto della personalità come paradigma politico, qualcosa su cui dall'Italia potremmo provare a prendere ispirazione. Con reportage e interviste, tutto al femminile.
Dalla Serbia arriva un messaggio degno di attenzione: la politica può essere orizzontale, e l'autocrazia appartiene a un passato da lasciarsi alle spalle. Il resto è molto più critico e incerto di quanto non appaia. Il nostro speciale su Spazio di Kritica. kritica.substack.com/p/serbi…
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