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Since 2003, Olympic Analyst and Commentator for Eurosport. https://nitter.cf/t.co/6INp2wI4wz https://nitter.cf/t.co/mQjYRkSWLR

Joined October 2010
I Campionati europei di curling, ospitati dalla RT Torax Arena di Ostrava, hanno regalato un’importante soddisfazione all’ambizioso movimento italiano. Cesare Spiller, Sebastiano Arman, Amos Mosaner e Stefano Spiller hanno conquistato una significativa medaglia d’argento, inedita per il settore maschile, che mai si era spinto oltre la semifinale. Il quartetto azzurro, al debutto assoluto in una rassegna continentale, è stato sconfitto nell’incontro con in palio il titolo dalla rinnovata formazione scozzese, guidata dal quotato back-end formato da Grant Hardie e Ross Whyte, entrambi leader per percentuale di efficienza nell’intero torneo. La sfida, in ogni caso caratterizzata dall’equilibrio, si è decisa all’ultimo tiro dell’ottava e conclusiva mano, affrontata dalla compagine britannica con il vantaggio del martello. Il settore maschile italiano vanta ora 5 presenze sul podio nelle 52 rassegne continentali passate agli archivi. Nell’occasione, Arman e Mosaner sono diventati i primi giocatori azzurri, uomini o donne non fa differenza, a mettersi al collo 3 medaglie nei Campionati europei. Le attenzioni si spostano ora sui tornei Grand Slam. A partire da mercoledì 3 novembre, il Team Spiller sarà impegnato nel Masters, secondo appuntamento stagionale. A seguire, dal 17 novembre, si disputerà il National, che vedrà ai nastri di partenza anche il Team Retornaz.
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Margherita BETTI, Gloria IORIATTI, Chiara BETTI ed Elisa CONFORTOLA sbancano la “Maurice Richard Arena” di Montreal conquistando un meritato successo nella staffetta femminile della seconda tappa del World Tour. Il movimento italiano degli sport olimpici invernali ha così archiviato il primo successo della stagione 2026/2027 L’ambizioso quartetto azzurro, smaltita la delusione per la vittoria sfumata sette giorni or sono a Vancouver, si è preso la rivincita sul campo impostando una convincente gara all’attacco così come avvenuto in semifinale. Nell’ultimo giro al cardiopalma, una chirurgica CONFORTOLA ha saputo resistere agli attacchi del Canada, poi squalificato per dinamiche legate alla fase di arrivo, e della Corea riuscendo a imporsi con scaltrezza al fotofinish. Per l’ITALIA si tratta del settimo successo della storia in staffette femminili del circuito di Coppa del Mondo. Curiosamente, l’ultima affermazione era stata ottenuta proprio a Montreal due anni or sono, quando al posto di Margherita BETTI, oggi per la prima volta sul podio nel World Tour, gareggiò Arianna SIGHEL. Prestazione TOP!
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Ci sono volute ben cinquantadue edizioni e dieci semifinali perse prima che una squadra azzurra di curling raggiungesse la finale dei Campionati europei maschili. L’impresa è stata realizzata da Cesare Spiller, Sebastiano Arman, Amos Mosaner e Stefano Spiller, che a Ostrava, ridente cittadina ceca, si sono qualificati per il match con in palio il titolo continentale sconfiggendo in otto mani i padroni di casa con il punteggio di 7 a 5. In particolare, per i quartetti azzurri caratterizzate dall’asse portante Mosaner-Arman è stato sfatato il tabù dell’accesso in finale dopo nove tentativi andati a vuoto tra Europei e Mondiali, che diventano dieci se si tiene in considerazione il regolamento dei Campionati europei del 2014. Messa in ghiaccio la quarta medaglia nelle ultime otto edizioni della rassegna continentale nonché il migliore piazzamento di sempre, l’ITALIA proverà ad andare alla caccia di uno storico il titolo, al momento inedito anche per il settore femminile già protagonista di tre finali. L’avversaria di domani sarà la Scozia, guidata da Gordon Hardie e Ross Whyte. Considerando che sia la squadra britannica che quella italiana hanno mosso i primi passi da pochi mesi, gli scontri diretti passati agli archivi sono solamente un paio. Il bilancio è in assoluto parità, ma il quartetto azzurro è reduce dalla vittoria all’extra-end ottenuta in mattinata nell’ultimo incontro del Round Robin. Comunque vada a finire, si tratta già di un successo…
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Per la decima volta nella storia, una squadra maschile azzurra di curling ha guadagnato l’accesso al turno di semifinale dei Campionati europei. Presso la RT Torax Arena di Ostrava, teatro della 52esima rassegna continentale della storia, Cesare Spiller, Sebastiano Arman, Amos Mosaner e Stefano Spiller si sono imposti nel Round Robin togliendosi la soddisfazione di sconfiggere la quotata Scozia nell’ultimo dei cinque incontri, fondamentale per assegnare le prime due posizioni. L’obiettivo diventa ora quello di sfatare il tabù dell’ingresso in finale dopo ben 9 tentativi andati a vuoto, che, per la verità, diventano 10 tenendo in considerazione il regolamento dei Campionati europei del 2014. Peraltro, vanno aggiunte all’appello anche le tre semifinali perse nei Mondiali, mitigate però da due affermazioni nel match con in palio la medaglia di bronzo. L’appuntamento è fissato alle 18:30 odierne. L’Italia se la vedrà con la Repubblica Ceca, autentica sorpresa del torneo. Nella seconda semifinale, che si disputerà in contemporanea, la Scozia affronterà la Svezia, vincitrice da imbattuta del girone A. A conti fatti, l’occasione appare ghiotta.
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Flavio Cobolli ha chiuso in lacrime il primo scontro diretto della carriera contro l'amico e mentore Matteo Berrettini. L'attuale numero 6 al mondo è stato costretto al ritiro per via di un risentimento muscolare. Il lungo e sentito abbraccio finale rappresenta la fotografia di un rapporto, che va ben oltre il tennis. In ogni caso, "Che peccato!"
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Vado a ritirare una consegna-cena di Deliveroo con Musetti avanti 4-2 nel terzo set in totale controllo del match e al ritorno mi trovo nel bel mezzo di un MTO di Fery, che nel mentre si è portato avanti 5-4 e servizio. Come è possibile e che cosa mi sono perso?
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Tramite i suoi canali social, Jannik SINNER ha pubblicizzato la partecipazione al torneo di esibizione, che si terrà a Riyad tra il 27 e il 30 dicembre. L'occasione sarebbe senza dubbio propizia per saggiare la condizione a oltre cinque mesi dall'ultimo incontro ufficiale. In ogni caso, ci sono buoni motivi per pensare che il processo di recupero stia fornendo indicazioni positive.
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Dopo quattro anni e due giorni, Lorenzo MUSETTI è tornato a dettare legge in un torneo ATP imponendosi da numero sei del tabellone nel Grand Prix Auvergne-Rhone-Alpes dl Lione. Nell’incontro con in palio il titolo dell’evento 250 transalpino, il ventiquattrenne carrarino ha avuto ragione in due set dello statunitense Taylor Fritz togliendosi la soddisfazione di non concedere alcuna palla break. L’occasione si è rivelata propizia per interrompere una striscia di sette finali consecutive perse, che diventano nove conteggiando anche i challenger. L’allievo di Simone Tartarini è diventato il quarto tennista azzurro a vincere un torneo di singolare nel 2026 aggiungendosi a Jannik Sinner, Luciano Darderi e Flavio Cobolli. Va rimarcato come nella stagione in corso il movimento maschile italiano abbia archiviato nove affermazioni, cifra superata solamente nel 2024 quando il tassametro si fermò a un significativo 13, e nel 2025, quando il totale fu di 11. MUSETTI, attualmente numero 26 della classifica mondiale, vanta ora tre successi in tornei ATP. Nello specifico, l’affermazione sul cemento indoor di Lione si va a sommare a quelle ottenute da poco più che ventenne prima ad Amburgo (terra rossa-500) e poi a Napoli (cemento all’aperto-250). Il prossimo impegno agonistico sarà nel torneo ATP 500 di Vienna, dove saranno della partita anche Flavio COBOLLI, Matteo BERRETTINI, Matteo ARNALDI e Luciano DARDERI. MUSETTI se la vedrà con lo statunitense Frances Tiafoe, numero nove al mondo.
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Who will be the first skater to complete a jump element with two quadruples? On Sunday in Angers, someone might give it a try.
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Lisa VITTOZZI si è imposta per il secondo anno consecutivo nel Loop One Festival di Monaco di Baviera confermando lo status di indiscussa regina dello skiroll biathlon. La trentunenne sappadina, dopo essersi attestata al quinto posto nella gara supersprint di sabato, dominata dalla francese Oceane Michelon, ha sbaragliato la concorrenza nell’appuntamento domenicale aggiungendo l’ennesima affermazione al sempre più ricco palmares. Alle due vittorie collezionate presso la suggestiva cornice dell ‘Olympiapark vanno, infatti, aggiunti il trionfo nel Martin Fourcade Nordic Festival del 2019, l’affermazione nella mass start del Blinkfestivalen del 2025 e i tre successi ottenuti nel City Biathlon tra Wiesbaden (2) e Dresda (1). Nella finale della supersprint odierna con 15 atlete ai nastri di partenza, VITTOZZI ha preceduto di ben 17 secondi la francese Julia Simon, uscendo vincitrice dalla sfida tra campionesse olimpiche in carica. Le duellanti hanno preso il largo dopo il primo poligono chiudendo la prova con tre bersagli mancati a testa. Sommando, peraltro, i risultati dei due eventi del fine settimane, la fuoriclasse azzurra è stata la biathleta con i piazzamenti migliori e, di conseguenza, la trionfatrice dell’evento. Un'importante iniezione di fiducia in vista delle gare sulla neve.
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Per la prima volta nelle ultime due stagioni, nessun tennista azzurro ha raggiunto i sedicesimi di finale di un torneo Masters 1000. Alle sconfitte di Flavio Cobolli, Matteo Berrettini e Lorenzo Musetti maturate ieri sul cemento di Shanghai, si sono aggiunte nelle ultime ore le battute di arresto di Matteo Arnaldi e Luciano Darderi. L’ultimo precedente negativo risaliva a fine 2024, quando a Parigi i sei italiani in tabellone si fermarono tutti al primo turno. Senza soffermarsi sulla caratura degli avversari affrontati, balza all’occhio come la qualificata pattuglia azzurra sia alle prese con una singolare idiosincrasia con i tiebreak. Il bilancio del tabellone principale di Shanghai ammonta a cinque tiebreak persi su cinque affrontati, che, allargando il campo al torneo 500 di Tokyo, diventano otto consecutivi con ben cinque giocatori diversi coinvolti. Cobolli resta comunque in piena corsa per prendere parte alle Finali ATP di Torino. Il ventiquattrenne romano, non tenendo in considerazione l’infortunato Jannik Sinner, occupa la quarta posizione nella classifica race con un margine di 810 punti su Alex De Minaur, al momento primo degli esclusi. Per Darderi, attualmente numero 18 della race, il non banale obiettivo è, invece, rappresentato dal chiudere la stagione nelle prime venti posizioni, mentre Arnaldi e Musetti, rispettivamente numero 33 e 34, avranno a disposizione ancora quattro tornei per terminare il 2026 tra i migliori 30 e porre solide basi per garantirsi lo status di testa di serie nella prossima edizione degli Australian Open (riservato ai primi 32 della graduatoria). Il discorso potrebbe valere anche per Berrettini, in questo momento 45esimo. Incombe, peraltro, l’appuntamento con la fase finale della Coppa Davis, vinta negli ultimi tre anni. Chiaramente, toccherà a Filippo Volandri trovare la non semplice quadratura del cerchio effettuando le scelte migliori per riuscire a difendere il titolo, impresa che, alla luce della situazione attuale, si annuncia piuttosto complessa. In ogni caso, sei settimane non sono poche e da qui al 25 novembre c’è tempo sufficiente per ritrovare risultati e fiducia.
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Il grido di allarme lanciato oggi da Stefano Cobolli non deve passare inosservato, fermo restando che non è di certo il primo e tanto meno sarà l’ultimo. Augurare la morte del prossimo tramite i social media rappresenta una prassi sempre più diffusa che non può più essere tollerata supinamente così come il ricorso sistematico a epiteti inqualificabili e affermazioni altamente denigratorie della reputazione altrui. Peraltro, il fatto che gli insulti più riprovevoli provengano sovente da account farlocchi gestiti dal minus habens di turno senza gli attributi di presentarsi con foto, nome e cognome non deve essere considerato un motivo per sdoganare un modus operandi, che ha toccato livelli inarrivabili di degrado. Restringendo il campo al tennis, si è arrivati addirittura alle minacce rivolte a giocatori, parenti e affini provenienti da scommettitori della domenica. Urge al più presto una regolamentazione perché va posto un limite all’attuale deriva, che non può essere giustificata richiamando la libertà di espressione e di opinione.
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Volente o nolente, gli infortuni rappresentano una parte integrante nella carriera degli atleti. Prima o poi, con le modalità più svariate. ci passano praticamente tutti. Decidere di fermarsi per recuperare la piena integrità fisica sarà sempre un motivo di sofferenza per chi vive di sfide e competizione, ma, comunque la si voglia vedere, fare un passo indietro oggi per effettuarne due avanti nell’immediato futuro resta una scelta di buon senso e difficilmente sindacabile da chicchessia.
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La prossima possibilità per il rientro è rappresentata dall'esibizione di Riyadh, una sorta di ritorno "soft" a distanza di oltre tre mesi dall'ultimo impegno agonistico. In ogni caso, è sempre meglio attendere il momento in cui non si avranno dubbi di alcun tipo.
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Errori, omissioni, presunti depistaggi, improvvisi vuoti di memoria. In sostanza, "autentici ORRORI". La già carente fiducia nell’ordinamento giudiziario non può essere attentata dalla deprecabile condotta di consulenti, che hanno operato a vario titolo nelle indagini dell'omicidio di Garlasco. L'auspicio è che l'Arma dei Carabinieri prenda le distanze da questi soggetti censurandone pubblicamente il discutibile modus operandi e rimuovendone il grado. Per il resto, si spera che la Procura competente, prescrizione o meno, trovi un appiglio per intervenire.
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Dopo 33 lunghi anni, un ciclista statunitense è tornato a dettare legge nella prova in linea dei Campionati mondiali di ciclismo su strada. L’impresa è stata coronata lungo le ampie vie di Montreal da Brandon MCNULTY, che ha posto fine al monopolio europeo durato per 16 edizioni. Il ventottenne di Phoenix, mai sul gradino più alto del podio nelle corse disputate durante il 2026, ha sferrato l’attacco decisivo a 32 chilometri dall’arrivo riuscendo a trarre il massimo vantaggio dalla mancata collaborazione tra i numerosi inseguitori di rango. MCNULTY, fidato gregario di Tadej Pogacar, ha confermato il feeling con la metropoli del Quebec, dove negli ultimi due anni è stato uno dei principali protagonisti del Grand Prix Cycliste, vinto nel 2025 per concessione proprio del fuoriclasse sloveno e concluso in terza posizione in questa stagione. Alle spalle dello statunitense, campione iridato juniores a cronometro nel 2016, si è piazzato il trentaseienne australiano Michael Matthews, che ha regolato l’olandese Mathieu Van Der Poel collezionando il quarto podio iridato nell’arco di undici anni. Sul fronte italiano, il migliore del lotto è stato Giulio Ciccone, nono all’arrivo. Va rimarcato come, per la prima volta in 93 edizioni, le medaglie siano state conquistate da rappresentanti di tre continenti diversi. Inoltre, altro fatto inedito, nessun ciclista europeo si è attestato nelle prime due posizioni, risultato difficilmente pronosticabile alla vigilia. La corsa si è rivelata, in ogni caso, estremamente combattuta e spettacolare. Nell'occasione, “La classe operaia è andata in paradiso con ampio merito".
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