
Giornalista. Politico. Radicale Liberale. @s_pubblico, @EuropaRadicale. Sabato Stampa e Regime su @RadioRadicale, ogni mattina lu-ve “la Linea” su @Linkiesta.
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Cretinismo sindacale palestinista.
Lodi pensava che ci fossero gli auguri di Buon Natale, immagino.
Il neo-segretario della Fiom-Cgil Samuele Lodi al congresso con la kefiah che cita il 7 ottobre. La replica: «Scritta in arabo, nessuno poteva esserne consapevole. Incompatibile con i nostri valori» open.online/2026/10/29/neo-s…
Quando la giudice dice no alla pm | La decisione su Youssef Siher, la reazione di Meloni, il senso della separazione tra accusa e giudizio
Nella newsletter di ieri avevo formulato osservazioni critiche sulla richiesta di convalida del fermo e di custodia cautelare nei confronti di Youssef Siher, che avevo definito «il malintenzionato».
L’ordinanza della gip di Milano Tiziana Landoni lo ha rimesso in libertà, suscitando la reazione della presidente del Consiglio, che ha deplorato la decisione come «mortificazione insopportabile del lavoro delle forze dell’ordine, degli inquirenti, del ministero degli Interni».
È un’argomentazione che fa dubitare della sua piena consapevolezza nel sostenere, in passato, la separazione delle carriere tra il magistrato che accusa e il giudice chiamato a decidere.
Youssef Siher è ascrivibile alla categoria dei nemici dell’Occidente e della democrazia. Le sue affiliazioni politiche non lasciano dubbi: ha aderito al nucleo milanese dei Giovani Palestinesi d’Italia ed è in relazione con il movimento anti-israeliano BDS (Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni), il Fronte della Gioventù Comunista, comitati sindacali di base di Firenze e Brescia, centri sociali del Nord-Est e altre sigle dello stesso genere.
Si può non condividere nulla di ciò che Siher pensa - e mi auguro siano in pochi a farlo. Si può trovare ambiguo o peggio il vademecum che invitava a «provare a sfondare» i cordoni di polizia, anche se non suggeriva di opporre resistenza ma di arretrare. Ma la responsabilità penale è personale, la libertà personale è inviolabile e il carcere prima del processo richiede indizi gravi. Se la Procura li ritiene presenti, ha un rimedio: l’impugnazione, come Meloni sa.
La giudice non ha assolto Siher. Ha respinto la convalida del fermo e la richiesta di custodia cautelare, ritenendo che mancassero un concreto pericolo di fuga e gravi indizi per i reati contestati. Ha lasciato espressamente aperta la possibilità di ulteriori acquisizioni investigative. L’indagine può proseguire. La privazione della libertà deve avere, già oggi, una giustificazione.
Ieri Il Giornale ha rivelato che la gip Tiziana Landoni aveva firmato, nel settembre 2025, l’Appello dei giuristi per Gaza promosso da “Giustizia Insieme”, dove si legge che «di fronte alle notizie sulla violazione sistematica e protratta del diritto alla vita e degli altri diritti fondamentali della popolazione civile di Gaza, il silenzio ha smesso da tempo di essere un’opzione». Questo ha rafforzato i sospetti di parzialità da parte della destra. Però nello stesso elenco dei 3.135 firmatari compariva anche Francesca Crupi - Procura Milano, cioè la Pubblico ministero che ha chiesto il carcere per Siher. Accusa e giudice hanno firmato lo stesso testo e sono arrivate a conclusioni opposte. La duplice firma non prova niente.
Semmai pone una domanda che la cultura liberale ha rivolto spesso ai magistrati: è opportuno che firmino appelli pubblici su temi che dividono l’opinione pubblica? Il testo di “Giustizia Insieme” chiede di leggere in aula lo Statuto della Corte penale internazionale. Un’altra corte, la Corte europea dei diritti dell’uomo, ripete da decenni che la giustizia non deve solo essere imparziale, deve anche apparire tale. L’imparzialità percepita è un bene fragile, e chi indossa la toga dovrebbe custodirlo con una certa avarizia. Vale per la pm come per la gip.
La presidente del Consiglio ha pieno diritto di contestarne le decisioni. Ma presentare il controllo giudiziario come una mortificazione di chi protegge i cittadini significa mettere sotto accusa la funzione stessa della garanzia. La regola liberale è altra: indicare un passaggio, discuterne la logica, domandare se gli elementi siano stati valutati correttamente.
La magistratura non è sottratta al giudizio pubblico, ma chi sostiene la terzietà del giudice deve accettarne le conseguenze quando il giudice dice di no alla Procura.
linkiesta.it/newsletter/
Prima di parlare pensare. Prima di pensare informarsi. La pagina di Sahir è comparsa il giorno dopo la manifestazione violenta del 17 ottobre. Una presidente del Consiglio dovrebbe guardarsi dal giudicare le sentenze in generale, e soprattutto un minuto dopo di averle sentite alla radio. Una figuraccia.
“Lo dirò senza mezzi termini: considero vergognosa la decisione del gip di Milano di non convalidare l’arresto di Youssef Siher, accusato di essere il gestore della pagina Telegram ‘Movimento 17 ottobrè, cioè la pagina che incitava l’organizzazione di quelle manifestazioni che poi abbiamo visto portare alla devastazione di diversi esercizi commerciali a Milano”. Così la premier Giorgia Meloni in un video postato sui social.
Il governo israeliano lo decidono i partiti dei superstiti al genocidio ancora in corso. Falle anche nell’apartheid.
marco taradash retweeted
Regardez-les !
Les #Ukrainiens qui résistent.
Les #Serbes qui réclament justice.
@ekrem_imamoglu et les démocrates turcs. @Marjanakoceku et les démocrates albanais.
Unissons les démocrates du monde entier pour défendre la démocratie partout où elle est menacée !
Ecco, in Serbia
Replying to @NonaMikhelidze
Perché il punto non è stabilire se un movimento sia filorusso o antirusso. Il punto è capire da che parte stia rispetto alla libertà, alla democrazia e alla responsabilità del potere. È solo partendo da questi principi che, semmai, si può capire se sia filorusso oppure no.
Né soldi né armi né chiarezza per l'Ucraina. E Peskov ci sfotte.
Ieri, chiudendo il congresso della Lega, ha ribadito una linea molto gradevole per il Cremlino: "né soldi né armi per l'Ucraina".
Più elusiva la segretaria del Pd, che ieri a Montepulciano ha dedicato all'Ucraina mezzo minuto in un discorso di oltre cinquanta minuti, limitandosi a rinnovare la richiesta di un negoziatore europeo. Un ammiccamento a Conte.
Peskov, portavoce del Cremlino, ha detto ancora ieri che l'Unione europea "desidera da tempo nominare un negoziatore, ma o non può, o non riesce a decidersi a farlo", e che "per ora si limitano a parlare, senza intraprendere alcuna azione".
Un negoziatore senza una politica alle spalle è un invito che Mosca può permettersi di deridere.
linkiesta.it/rubrica/la-line…
Come comico è meglio di un politico come il turbopalestinista Enzo Iacchetti o di un nazistello come Davide Omino. Ma come politico è proprio un quaquaraquà.
.@VincenzoDeLuca parla dell’Ucraina per quattro minuti, distribuendo patenti di stupidità con la consueta arroganza di chi considera il resto del mondo una classe di somari.
Peccato che, appena si controllano le sue affermazioni, il ciuccio sia lui
1. LA RUSSIA NON AVANZA, QUINDI NON È PERICOLOSA.
Secondo De Luca, se Putin fatica ad avanzare in Ucraina, temere una minaccia russa per l’Europa è un’idiozia.
Vincenzo, ma ci sei o ci fai?
La Russia è fermata da un esercito che combatte da anni, sostenuto dalle armi occidentali. Proprio quelle che continui a mettere in discussione.
È come vedere un incendio contenuto dai pompieri e concludere che il fuoco non sia pericoloso. Magari proponendo di mandare a casa i pompieri.
E comunque la Russia non deve arrivare con i carri armati a Milano per minacciarci. Sabotaggi, cyberattacchi e operazioni ibride esistono già.
eeas.europa.eu/eeas/eu-actio…
2. L’UCRAINA DEVE CEDERE TERRITORI.
De Luca sostiene che nei sette anni precedenti l’invasione non sia stato fatto nulla per conciliare gli interessi di Russia e Ucraina.
Gli accordi di Minsk? Il formato Normandia? Anni di negoziati? Cancellati.
Ma il peggio arriva dopo: l’Ucraina deve perdere territori.
Perché? Perché Putin li ha occupati? Perché Mosca si sente minacciata?
Splendido principio. Un prepotente ti sfonda la porta, occupa due stanze e arriva De Luca a spiegarti che devi lasciargliele per ristabilire l’equilibrio.
Ma a Salerno fa i video a chi lascia frigor e parla di schiaffoni. Lanciafiamme durante il covid.
Lo sceriffo coniglietto con Putin e duro con i campani
Fonte:
osce.org/ru/cio/140221
3. LA GERMANIA AVREBBE SPAVENTATO PUTIN.
Qui De Luca litiga direttamente con il calendario.
Sostiene che il riarmo tedesco sia una delle preoccupazioni russe dietro il conflitto.
La Russia invade il 24 febbraio 2022. La Germania annuncia la svolta sul riarmo il 27 febbraio.
Tre giorni DOPO.
Le preoccupazioni russe precedenti possono essere discusse. Ma spiegare l’invasione con il riarmo annunciato in risposta all’invasione richiede una notevole fantasia.
A Salerno devono aver inventato la geopolitica retroattiva.
bundestag.de/dokumente/texta…
4. SOLO LA GERMANIA SI RIARMA.
Polonia, Baltici, Scandinavia: scomparsi.
Il SIPRI registra nel 2025 un aumento del 14% della spesa militare europea.
Si può discutere se questi investimenti siano sufficienti. Ma raccontare che si stia riarmando soltanto Berlino significa ignorare quello che succede nel resto del continente.
sipri.org/publications/2026/…
5. LA CRISI SOCIALE.
Quando gli argomenti militari finiscono, De Luca tira fuori salari, carburanti, agricoltura e difficoltà economiche.
Problemi serissimi. Ma chi ha stabilito che difendere l’Ucraina impedisca di affrontarli?
De Luca costruisce una contrapposizione senza dimostrarla, poi la usa per liquidare come irresponsabile chi sostiene la difesa europea.
E alla fine il risultato è sempre lo stesso.
Putin invade, ma l’Ucraina deve cedere territori. Putin minaccia, ma gli europei sarebbero degli idioti a preoccuparsi. La Russia scatena la guerra, ma il problema diventa la Germania che si riarma.
De Luca riconosce formalmente la colpevolezza di Putin, poi passa il resto del discorso a presentare il conto agli aggrediti.
Il tutto accompagnato da quell’insopportabile tono da professore che deve spiegare il mondo a una platea di deficienti.
Caro De Luca, può anche avere opinioni discutibili. Ma se decide di trattare tutti da imbecilli, almeno si prenda il disturbo di studiare ciò di cui parla.
Perché l’arroganza non è competenza e alzare la voce non rende meno assurdo un ragionamento.
Continua a ripetere che bisogna smetterla di raccontare idiozie.
Ecco comincia.
marco taradash retweeted
.@VincenzoDeLuca parla dell’Ucraina per quattro minuti, distribuendo patenti di stupidità con la consueta arroganza di chi considera il resto del mondo una classe di somari.
Peccato che, appena si controllano le sue affermazioni, il ciuccio sia lui
1. LA RUSSIA NON AVANZA, QUINDI NON È PERICOLOSA.
Secondo De Luca, se Putin fatica ad avanzare in Ucraina, temere una minaccia russa per l’Europa è un’idiozia.
Vincenzo, ma ci sei o ci fai?
La Russia è fermata da un esercito che combatte da anni, sostenuto dalle armi occidentali. Proprio quelle che continui a mettere in discussione.
È come vedere un incendio contenuto dai pompieri e concludere che il fuoco non sia pericoloso. Magari proponendo di mandare a casa i pompieri.
E comunque la Russia non deve arrivare con i carri armati a Milano per minacciarci. Sabotaggi, cyberattacchi e operazioni ibride esistono già.
eeas.europa.eu/eeas/eu-actio…
2. L’UCRAINA DEVE CEDERE TERRITORI.
De Luca sostiene che nei sette anni precedenti l’invasione non sia stato fatto nulla per conciliare gli interessi di Russia e Ucraina.
Gli accordi di Minsk? Il formato Normandia? Anni di negoziati? Cancellati.
Ma il peggio arriva dopo: l’Ucraina deve perdere territori.
Perché? Perché Putin li ha occupati? Perché Mosca si sente minacciata?
Splendido principio. Un prepotente ti sfonda la porta, occupa due stanze e arriva De Luca a spiegarti che devi lasciargliele per ristabilire l’equilibrio.
Ma a Salerno fa i video a chi lascia frigor e parla di schiaffoni. Lanciafiamme durante il covid.
Lo sceriffo coniglietto con Putin e duro con i campani
Fonte:
osce.org/ru/cio/140221
3. LA GERMANIA AVREBBE SPAVENTATO PUTIN.
Qui De Luca litiga direttamente con il calendario.
Sostiene che il riarmo tedesco sia una delle preoccupazioni russe dietro il conflitto.
La Russia invade il 24 febbraio 2022. La Germania annuncia la svolta sul riarmo il 27 febbraio.
Tre giorni DOPO.
Le preoccupazioni russe precedenti possono essere discusse. Ma spiegare l’invasione con il riarmo annunciato in risposta all’invasione richiede una notevole fantasia.
A Salerno devono aver inventato la geopolitica retroattiva.
bundestag.de/dokumente/texta…
4. SOLO LA GERMANIA SI RIARMA.
Polonia, Baltici, Scandinavia: scomparsi.
Il SIPRI registra nel 2025 un aumento del 14% della spesa militare europea.
Si può discutere se questi investimenti siano sufficienti. Ma raccontare che si stia riarmando soltanto Berlino significa ignorare quello che succede nel resto del continente.
sipri.org/publications/2026/…
5. LA CRISI SOCIALE.
Quando gli argomenti militari finiscono, De Luca tira fuori salari, carburanti, agricoltura e difficoltà economiche.
Problemi serissimi. Ma chi ha stabilito che difendere l’Ucraina impedisca di affrontarli?
De Luca costruisce una contrapposizione senza dimostrarla, poi la usa per liquidare come irresponsabile chi sostiene la difesa europea.
E alla fine il risultato è sempre lo stesso.
Putin invade, ma l’Ucraina deve cedere territori. Putin minaccia, ma gli europei sarebbero degli idioti a preoccuparsi. La Russia scatena la guerra, ma il problema diventa la Germania che si riarma.
De Luca riconosce formalmente la colpevolezza di Putin, poi passa il resto del discorso a presentare il conto agli aggrediti.
Il tutto accompagnato da quell’insopportabile tono da professore che deve spiegare il mondo a una platea di deficienti.
Caro De Luca, può anche avere opinioni discutibili. Ma se decide di trattare tutti da imbecilli, almeno si prenda il disturbo di studiare ciò di cui parla.
Perché l’arroganza non è competenza e alzare la voce non rende meno assurdo un ragionamento.
Continua a ripetere che bisogna smetterla di raccontare idiozie.
Ecco comincia.
Ecco
Sempre grazie Elly, per voler testardamente continuare a trasformare il campo largo in una vergogna nazionale ed europea.
Manca solo Askatasuna ma confido che li contatterai presto che tocca vincere le primarie
Ps Acerbo si oppone al sostegno all’Ucraina, al piano VDL per la difesa europea e sostiene che l’invasione criminale di Putin è colpa della Nato.
Il Campo Lavrov in tutto il suo splendore!
Una terza via condivisa da ebrei e palestinesi c’e in Israele. Alternativa agli “opposti estremismi” del governo Netanyahu e del Palestinismo locale e internazionale @EuropaRadicale
Europa Radicale propone un’Offensiva di pace contro il fanatismo in Israele e Palestina linkiesta.it/2026/10/europa-…
Picierno cerca di smuovere qualche coscienza politica. Prima che Oleshy divenga una bara a cielo aperto.
linkiesta.it/2026/10/violenz…
No, non c’è nulla da comprendere
La violenza di piazza, il putinismo, l’islamopalestinismo, e il nichilismo
Il compito degli intellettuali e dei politici è non piegarsi alle ragioni della violenza né fomentare repressione alla cieca, scrive Marco Taradash nella newsletter “La Linea”. Arriva tutte le mattine dal lunedì al venerdì più o meno alle sette
La strada che porta a sinistra è pericolosa, liberali e riformisti ne traggano le conseguenze.
Di fronte a questo centrosinistra, i gruppi politici che si collocano contro il bipopulismo credo abbiano chiaro che una sua vittoria rappresenterebbe un vero capottamento di tutta la storia politica italiana di ispirazione liberale, socialista, popolare, democratica.
L'alternativa che si presenta oggi è quella, finora perseguita con coerenza, di costruire una lista che abbia la forza elettorale di contrapporsi a entrambi gli schieramenti, tanto da precludere loro l'accesso al premio di maggioranza. In questo caso si torna al sistema proporzionale puro che ci ha accompagnato dal 1948 al 1992, dove i governi si formano in parlamento e le forze centriste moltiplicano il loro potere di determinare programma e compagine di governo.
Il rischio è di non avere questa forza, e molto dipenderà da come sapranno muoversi @CarloCalenda con Azione, per convincere gli elettori liberali e moderati cui si rivolge, e @pinapic Pina Picierno con Spazio Pubblico, per conquistare un nuovo elettorato proveniente dal mondo liberale progressista (radicale o liberal-socialista) e dal riformismo ancora interno al Pd o già lontano da un partito visto come troppo incline al massimalismo e troppo vicino al M5S.
Dell'altro corno dell'alternativa ha già cominciato a parlare Marattin, col suo piccolo e diviso Pld (il presidente Marcucci ha preso le distanze dal segretario), che guarda a un'alleanza col Centrodestra formato Meloni e senza Vannacci.
Qui è Rodi, qui salta (per arrivare al Rubicone c'è ancora un po' di tempo, ma non troppo).
Putin e Trump cercano di fiaccare la Resistenza l’Ucraina e il sostegno dell’Europa, l’unica potenza mondiale che difende il mondo dalla rapacità dei dittatori e degli aspiranti tali. Possibile che negli Usa, che adoriamo, la voce dei liberali sia così sopraffatta da quella degli intellettuali di sinistra e dei politicanti di destra?
Ecco un’altra brava persona che si fa sponsor di Putin, e - non ho detto per - continua a lavorare in quell’impasto di disinformazione e volgarità moralecchecsononi talk show italiani.
Formigli, conduttore @PiazzapulitaLA7, dice di non essere antisemita o negazionista. Chi ha visto, come me, quel brano di Piazza Pulita, ha pensato non che fosse un antisemita, ma un balordo fuori di testa.
“Chiedo scusa a chi si è sentito ferito”.
«Dopo le critiche e gli attacchi seguiti alla puntata della scorsa settimana in cui si è parlato anche del caso dei bambini morti bruciati in un kibbutz in seguito al massacro compiuto da Hamas il 7 ottobre 2023, Corrado Formigli spiega: “Ho avuto una reazione eccessiva e forse non mi sono fatto capire, provocando reazioni legittime da parte della comunità ebraica. Anche se una commissione dell’Onu non ha appurato se dei bambini siano stati deliberatamente bruciati mentre erano ancora vivi, ho sbagliato a dare per scontato che fosse una fake news. Non accetto, però, le accuse di antisemitismo e negazionismo da parte del presidente della comunità ebraica di Milano. E da chi, addirittura, mi ha accostato a Goebbels. Sono frasi vergognose.
Quei corpi bruciati non aggiungono e non tolgono nulla all’orrore assoluto che è stato il 7 ottobre e non giustificano nulla dell’orrore che è avvenuto dall’8 ottobre in poi del popolo palestinese».















