Su Nanni Cagnone e quell'infaticabile bisogno di fare
marcodotti.substack.com/p/na…
oggi sul manifesto un mio articolo
su Nanni Cagnone, partendo da un libro di Marco Ercolani su di lui
Marco Dotti retweeted
This must be the most misleading title.
Milanovic: “A long crisis; the markets have been left without a compass” - la Repubblica
“Yes to long-term bonds. India and Africa are the future"
repubblica.it/en/economy/202…
I am in Italy on my book tour & I enjoy it a lot, and in this interview, we spoke about how further decline in global inequality depends on income growth in Asia and India,
but in the title it appears like my financial advice!
Incredible stuff!
I never pronounced the word "bond". I have no idea how Indian bonds are doing much less how they will do.
chi esita, chi indugia, chi dimora. Mio articolo, oggi, sul manifesto
ilmanifesto.it/la-misura-vit…
Marco Dotti retweeted
Ancora Peter Thiel al centro della discussione su @Lisander_mag
Da Bacone e Swift fino a Watchmen e One Piece, Thiel legge un manga con la serietà che un teologo riserva ai profeti.
Il contributo di Marco Dotti
lisandermag.substack.com/p/i…
«Non è il linguaggio a dire l’indicibile, è la poesia a indicare l’indicibile che si annida nel linguaggio». Oggi sul manifesto, il mio articolo su un lavoro deflagrante: i Canti Catacombali di Michele Truglia.
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lnkd.in/ejwV4MkE
a questo punto tocca dare ragione a Canfora. Nemmeno il PD sarebbe riuscito in un capolavoro simile
Capolavoro di FdI: fare di Ranucci un martire. ilfoglio.it/politica/2026/08…
Marco Dotti retweeted
Riposizionarsi.
La Repubblica, pag 12
#rassegnastampa
l'immancabile ritorno
Brunello Cucinelli: «Senza pasta non posso stare. A Jeff Bezos bastò una pesca. Il cibo è convivialità» trib.al/64ea8Is
Marco Dotti retweeted
Popularized by political historian @AntonJaegermm, ‘hyperpolitics’ helps explain how political movements today surge and then vanish without changing any underlying sources of power. Jäger will join FP Live on Aug. 20 at 12:00PM ET to discuss this paradox.
Register here: foreignpolicy.com/live/anton…
abbastanza agghiacciante
Per tutti quelli che "Report prima di Ranucci faceva un rigoroso lavoro d'inchiesta" ripubblico un mio articolo di maggio in cui si racconta come è andata a finire un’inchiestona trasmessa da Report nel 2016 (ai tempi della Gabanelli, e poi rievocata anni dopo da Ranucci) su una presunta truffa da parte delle banche sui diamanti da investimento: le denunce di Report, trasformate in accuse dalla procura di Milano, sono crollate in sede di giudizio in primo grado, in appello e infine in Cassazione. Tutti i giudici hanno stabilito che non c’è stata alcuna truffa e nessun “rigonfiamento” dei prezzi dei diamanti. Anzi, hanno censurato le indagini dei pm che si sono basate sul recepimento delle denunce di Report, senza verifiche tecniche. Denunce che a loro volta si basavano su errori grossolani (come confrontare il prezzo dei diamanti da investimento con il prezzo indicato nel listino Rapaport, che però è il listino dei diamanti all’ingrosso…). Intanto la società di un imprenditore è stata distrutta e quest’ultimo ha trascorso 11 mesi in carcere ingiustamente.
Per agevolare la lettura riporto alcuni passaggi delle sentenze, citate nel mio articolo, che smontano l'inchiesta di Report (l'indagine venne trasferita per competenza a Roma). Nella sentenza di primo grado, il tribunale di Roma evidenzia la fragilità dell’ipotesi accusatoria, originata dalla trasmissione Report: “Gli ufficiali di polizia giudiziaria escussi in dibattimento sull’ipotesi di truffa hanno ammesso di aver mutuato la notitia criminis, senza operare particolari approfondimenti, dalla trasmissione Report, facendone pressocché integralmente proprie le conclusioni e ammettendo di non aver mai letto e di non avere competenze specifiche per poter decifrare i dati del listino Rapaport”. E ancora: “Le lacune investigative emerse nel corso del dibattimento hanno impedito peraltro di individuare un criterio di comparazione tra il prezzo praticato da Dpi con quello fissato da Rapaport, che l’accusa non ha sostenuto con alcuna analisi tecnica o propria verifica consulenziale dei diamanti venduti”.
Il giudice ha dunque concluso in maniera ancora più netta: “Del tutto sforniti di prova sono rimasti i profili dell’inganno (nessun teste dell’accusa ha infatti riferito come sia stato proposto l’acquisto, da chi, in quali circostanze, con quale efficacia decettiva), del danno ingiusto (nessun teste dell’accusa ha riferito che diamanti siano stati venduti, per quale prezzo, con quale scarto rispetto al presunto valore) e del conseguente asserito ingiusto profitto (nessun teste ha verificato quale sia stato l’utile da ritenersi eccessivo conseguito dalla Dpi)”.
Risibile, per non dire altro, è stato ritenuto il confronto, proposto da Report e condiviso dagli inquirenti, tra il prezzo dei diamanti venduti da Dpi e quelli indicati nel listino Rapaport. “E’ stato accertato che tale differenza di prezzo era assolutamente legittima”, scrivono i giudici della Corte d’appello di Roma, sottolineando quella che avrebbe dovuto essere un’ovvietà fin dall’inizio: “E’ legittimo che i clienti abbiano acquistato i diamanti da Dpi a un prezzo ben superiore al valore dei diamanti indicato da Rapaport per i grossisti, perché ad esso vanno aggiunti i vari costi incidenti sul prezzo finale (costi doganali, di importazione, di trasporto assicurato e oneri finanziari, costi di struttura commerciale Dpi, commissioni bancarie, commissione Dpi, Iva al 22 per cento)”. I giudici, infine, evidenziano come l’intervento dell’Antitrust si sia limitato al profilo della correttezza e trasparenza commerciale, ma “ciò non implicava automaticamente la commissione di reati di truffa”.
«Poiché nessuno si prende più l’impegno di contraddirlo, il sistema dello spettacolo si diverte a contraddirsi da sé». Ma davvero servono libri su libri? Non bastavano queste due righe di Guy Debord per liquidare Report?
mio modesto contributo
Ancora Peter Thiel al centro della discussione su @Lisander_mag
Da Bacone e Swift fino a Watchmen e One Piece, Thiel legge un manga con la serietà che un teologo riserva ai profeti.
Il contributo di Marco Dotti
lisandermag.substack.com/p/i…
personaggio a suo modo epico, sembra uscito dalla penna do Raymond Queneau
"Lavitola è uno che sa entrare in confidenza con le persone più diverse. A me, per esempio, divertiva per le balle che raccontava, ma c’è chi ci crede alle balle. Anche perché le racconta benissimo". @SalvatoreMerlo ha intervistato Fabrizio Cicchitto ilfoglio.it/politica/2026/08…
basta dare quelle vere, son soldi pubblici, d'altronde e dovrebbero essere in chiaro
Report, Il Tempo pubblica costi e compensi: ira Ranucci. La redazione: "Quereliamo, sono cifre false" ebx.sh/wHoEYT
era dai tempi del Conte Igor Marini che non ridevamo così
C’è un limite alla discesa in campo. Di @ferrarailgrasso ilfoglio.it/politica/2026/08…
Quand on regarde Jean-Luc Godard dans l'oeilleton de la caméra
➡️ l.letemps.ch/Zsn


















