
Policy analyst @researchbridges | @istbrunoleoni | @iref_eu. Commentatore per @ilfoglio_it e @Tempi_it.
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POLITICHE DEI TRASPORTI: SENSO COMUNE vs. BUON SENSO.
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"Una delle idee oggi più diffuse e popolari in materia di investimenti nei trasporti è che la strada può venire alleggerita trasferendo una parte del traffico verso altri tipi di trasporto.
Francesco Ramella retweeted
Before Trump, higher oil/gas prices (and less use) fulfilled climate goals. All this is now forgotten as higher gas/energy costs are used as political cudgel against Trump. Politics trumps policy every time
realclearpolitics.com/articl…
Francesco Ramella retweeted
Alguna gent parlava de la infraestructura i la tecnologia com si la inversió descomunal (pels nivells tan baixos de trànsit) no s'hagués de renovar mai.
I tots ho van anar deixant per més endavant lo de mantenir i renovar.
Ja hi som, a més endavant. I ha costat molt dolor.
🔴 ÚLTIMA HORA | El Gobierno valora cerrar al tráfico la línea de AVE Madrid-Barcelona durante su renovación integral social.elpais.com/mvwds
Francesco Ramella retweeted
Replying to @marattin @DossiCarla
Mi sembra una contrapposizione generica e mal definita quella tra tutela della salute e libertà di impresa. Applicata meccanicamente, senza considerare i rapporti costi / benefici, porta alla distruzione di ogni attività umana.
La "Stern Review on the Economics of Climate Change" è tra le analisi che più hanno influenzato il dibattito sul clima.
A venti anni di distanza dalla pubblicazione possiamo dire che le previsioni contenute in quel documento erano sbagliate e non di poco.
rogerpielkejr.substack.com/p…
“Sono in corso investimenti per 200 miliardi. Una cifra enorme, ma insufficiente”.
Quale che sia il settore di riferimento, quasi senza eccezione, tutti gli esperti conoscono una sola operazione: l'addizione di spesa pubblica.
Valutazioni economiche non pervenute.
Chi vola finanzia, fin troppo, l’aeroporto.
Chi viaggia su un treno AV, invece, no.
La costruzione della linea e parte della gestione e manutenzione è gentilmente offerta dai contribuenti.
Ma la Spagna non ha certo lesinato sugli investimenti in linee ad alta velocità.
Ha realizzato 4.000 km di linee contro i 2.700 della Francia e i 900 dell'Italia.
A scarseggiare è, semmai, la domanda che è di poco superiore alla nostra e meno di 1/3 di quella francese.
El Estado español está en declive. Es fruto en parte de la decisión de aumentar el gasto corriente, lo que tiene mucho impacto en el electorado, pero racanear en las inversiones. Eso puede tener consecuencias trágicas. Mi columna urgente pero muy pensada elconfidencial.com/espana/ti…
La "cura del ferro" è clamorosamente fallita.
Lo smog continua a ridursi da decenni, grazie alla tecnologia.
Incentivi distorti, sistema dei prezzi "disattivato" e, alla fine, più debito pubblico.
Auto cinesi, la bolla con le ruote
In Cina arriva la gelata sulle vendite di auto, che costringe a massimizzare l'export. Il drastico sfoltimento della pletora di costruttori è ostacolato dagli investimenti dei governi locali. Finirà con nuovo debito pubblico centrale
phastidio.net/2026/10/29/aut…
Dati poco notiziabili: dal 2014 al 2024 il numero di ciclisti vittime di incidenti stradali è diminuito del 32% in Italia e aumentato del 33% nei Paesi Bassi.
Un controfattuale irrealistico: i mezzi di trasporto pubblici continuerebbero a esistere anche senza contributi pubblici (come il 90% dei servizi nelle aree metropolitane UK).
E avrebbero un ruolo maggiore se la congestione fosse internalizzata con pedaggio urbano.
Francesco Ramella retweeted
Replying to @ramella_f
Molti non capiscono poi che la maggior parte dei camion che vedono fanno distribuzione, impossibile da fare con treno e comunque non esiste azienda al mondo che ritiri più quantità di merce compatibili con un treno.
(Piccolo spazio pubblicità)
Molto stupore nei commenti sullo sciopero dell'autotrasporto perché la "cura del ferro" non ha funzionato.
Eppure, non era difficile prevederlo quindici o anche trenta anni fa.
Perché è sbagliato fare la guerra all'auto.
vianuova-rivista.it/
“Perché i nostri trasporti merci viaggiano ancora per il 90% su strade ed autostrade?”
Perché la "cura del ferro" è come l'omeopatia: inefficace oltre che assai costosa; un solo anno di trasferimenti pubblici alle ferrovie ci costa quanto dieci anni di ATAC.
Assuefatti al debito, rincorriamo le tasse per finanziarlo e non guardiamo alla spesa. Cortocircuito e declino. @carlostagnaro @AndreaGiuricin @LBiniSmaghi @ernestoruffini 👇@La_Prealpina
Il biglietto del bus copre un terzo del costo di produzione.
Il pieno esentasse costerebbe la metà.
Ma sono dettagli.
Francesco Ramella retweeted
Re-opening rural railways is almost always a massive waste of taxpayers' money; the fare revenues don't even cover the operating costs. The only time it makes sense is if a big quarry, mine or industrial plant generates significant bulk freight traffic. thetelegraphandargus.co.uk/n…
BUSINESS AS USUAL
L'Italia presentata come un caso anomalo, quando la ferrovia continua a perdere quote di mercato in tutta la UE.
E la solita richiesta di più sussidi.
Tra dieci anni rileggeremo gli stessi titoli di oggi, di dieci o venti anni fa.
Tutta colpa del neoliberismo.
“Ti serve la malattia perché devi imbiancare casa? Non c’è problema”. “Hai finito le ferie” e ti dai malato un paio di giorni? “Sono assenze che posso giustificare”. Così parla Enrico Dolfi, il manager nominato in quota Fratelli d’Italia alla guida di Cotral, una delle più importanti partecipate della Regione Lazio governata dal meloniano Francesco Rocca. Cotral è un colosso del trasporto pubblico, inghiotte ogni anno oltre 300 milioni di euro di contributi pubblici, conta più di 3mila dipendenti, di cui 2mila conducenti, tra autobus e treni dei pendolari. Come molte controllate pubbliche dello stesso comparto, soffre da anni della piaga dell’assenteismo, con picchi di quasi il 25%. E la situazione sembra ulteriormente aggravarsi: l’ultimo rapporto trimestrale del 2026, che prende in considerazione il periodo tra luglio e settembre, segna l’ennesima avanzata dei forfait. Per i controllori il tasso di assenza è salito al 23,8% (+2,5% rispetto al trimestre precedente, +1,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso), per gli operai 12,9% (+1,7% sul terzo trimestre ’25 e +3,6% sul trimestre precedente), il 10,8% per gli operatori di esercizio, insomma i conducenti (+0,7% e +1,2%). (Repubblica)
























