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Milano, Lombardia
Joined May 2013
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Sarà strano entrare in uno stadio che non sia #SanSiro, ma necessario per una crescita di ricavi non ottenibile con la struttura con la quale siamo cresciuti. Per adesso non ci voglio pensare, ma so già che sarà doloroso vedere le ruspe avvicinarsi a quella che è stata una vera e propria casa per tutti noi.
A new symbol for Milano. A new home for future generations of fans. Generali Stadium 🏟️ @GENERALI
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L'argomento che sta animando i social in queste ore, dopo la sconfitta contro il Bologna, riguarda il tempo da concedere a Ruben Amorim per concretizzare le proprie idee, costruire il Milan che tutti auspichiamo e, soprattutto, riportarlo a essere una squadra vincente. Un dibattito legittimo, ma sul quale credo sia necessario fare una precisazione. Quando, a inizio stagione, invitavo a concedere fiducia e soprattutto tempo all'allenatore, il mio messaggio era interamente rivolto alla proprietà, non certo ai tifosi, che sui social sono sempre stati divisi su qualsiasi argomento e continueranno a esserlo. Era rivolto a chi, negli ultimi anni, ha dimostrato una preoccupante discontinuità nella programmazione, interrompendo progetti tecnici, cambiando allenatori e protagonisti con una frequenza tale da rendere impossibile qualsiasi percorso di crescita. Progetti spesso accantonati dopo appena sei mesi, per poi ripartire nuovamente da zero. Ed è proprio al concetto di “anno zero” che vorrei collegare questa riflessione. Possiamo certamente considerare questa stagione come l'anno zero di un nuovo progetto tecnico, al quale Cardinale sembra aver dedicato maggiore attenzione e presenza rispetto al passato, soprattutto nella fase di avvio della stagione. Ma attenzione: l'anno zero di questo progetto non coincide con l'anno zero della proprietà Cardinale. E questo è un particolare tutt'altro che trascurabile. Se oggi siamo costretti a parlare dell'ennesima ricostruzione, non è per colpa dei tifosi, delle loro critiche o della loro impazienza. È la conseguenza di errori commessi nelle precedenti stagioni, di scelte organizzative e tecniche sbagliate e di una programmazione che troppo spesso ha smentito se stessa. Concedere tempo ad Amorim è una cosa, che tra l'altro appoggio totalmente. Azzerare ogni volta il contatore delle responsabilità della società è tutt'altra. Le due cose non sono in contraddizione. Anzi, dovrebbero rappresentare il punto di partenza di qualsiasi analisi seria sul presente e sul futuro del Milan, perché la continuità non devono garantirla i tifosi con il loro silenzio, ma la società con le proprie scelte. #Milan #ACMilan #Amorim
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La notizia del ritorno in gruppo di #Rabiot, #Moreira e #Gila è una notizia positiva quanto sorprendente. Toccato l'argomento in conferenza, #Amorim aveva mostrato non poche perplessità sul recupero di tutti e tre. Meglio così nel caso, recuperi importantissimi.
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Viviamo in un’epoca in cui alcune espressioni vengono utilizzate a sproposito, spesso senza nemmeno comprenderne il reale significato. Una su tutte è “avvelenare i pozzi”, ormai tirata in ballo ogni volta che qualcuno si permette di criticare un atteggiamento, una prestazione o un risultato negativo della squadra. Ma chi sono, davvero, gli avvelenatori di pozzi? Sono coloro che tramano nell’ombra, che diffondono informazioni riservate, spesso distorte o false, lasciando che attecchiscano fino ad alimentare un clima di sospetto e ostilità. Sono quelli che costruiscono narrazioni contro determinati giocatori, magari semplicemente perché non graditi. Sono quelli che pubblicamente si mostrano equilibrati, concilianti, persino moralisti, ma che off record ne raccontano di ogni, spesso molto più di chi manifesta apertamente il proprio dissenso sui social. Chiarito questo punto, mi tornano alla mente le innumerevoli occasioni in cui mi sono ritrovato a cena con ex giocatori rossoneri e allenatori che hanno vinto tanto con la maglia del nostro Milan. E sapete cosa accomunava quei racconti? Non erano quasi mai le celebrazioni delle grandi vittorie, ma le grandi sveglie, le strigliate, i confronti duri e le critiche che quelle vittorie avevano contribuito a costruire. Perché la critica, quando è mossa dalla buona fede e dall'amore per questi colori, non è un esercizio di distruzione. È uno strumento necessario per scuotere l'ambiente, responsabilizzare i giocatori e, quando serve, mettere in discussione anche le scelte dell'allenatore. Criticare non significa remare contro. Pretendere non significa destabilizzare. E soprattutto, non si può confondere il dissenso con la malafede soltanto perché risulta scomodo ascoltarlo. Il Milan che ho conosciuto e imparato ad amare non è diventato grande grazie a chi cercava giustificazioni dopo ogni sconfitta, ma anche grazie a chi aveva il coraggio di guardare in faccia i problemi, chiamarli con il loro nome e pretendere che venissero risolti. A furia di gridare contro i presunti avvelenatori di pozzi, però, qualcuno non si è accorto di un particolare: il pozzo che si ostina a difendere non è stato avvelenato. Semplicemente, si è svuotato. E continuare a fingere che sia pieno non lo riempirà di nuovo. #Milan
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Replying to @AntoBelloni01
Antonio, la scelta di una rosa corta è però una responsabilità che non può essere archiviata con leggerezza. Che gli impegni fossero tanti lo si sapeva ad inizio stagione, non ci hanno iscritto all'Europa League a "nostra insaputa". Quando ci si lamentava del mercato incompleto, la risposta era spesso "non bisogna dimenticare i giovani" siamo abbastanza coperti. Eccoci ad oggi.
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Ho da sempre predicato di dare tempo ad #Amorim, l'ho applaudito nelle scelte risultate vincenti e dato atto della validità delle sue strategie, ma alla vigilia dell'inizio di novembre, mi aspetto reazioni più energiche a sconfitte come questa, affinché vincere o perdere non diventi la stessa cosa. Rosa corta? Una scelta. Infortuni? Parte del calcio. Alibi su alibi? Porta di emergenza per la mediocrità.
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Il #Milan si presenta, anzi, non si presenta in campo nel secondo tempo, riuscendo a complicarsi una serata che aveva sotto totale controllo, tanto nel gioco quanto nel risultato. Una squadra capace di reagire con personalità allo svantaggio iniziale contro gli emiliani si è improvvisamente trasformata in una formazione impaurita, incapace persino di gestire il palleggio davanti alla propria area di rigore. Tutto questo è ingiustificabile. Tutto questo è incomprensibile. Non è accettabile compromettere una gara in questo modo, dopo aver dimostrato di poterla controllare senza particolari difficoltà. Non è possibile rischiare di perdere il treno della vetta, in casa, contro un Bologna falcidiato dalle assenze tanto quanto i rossoneri. Sono queste le occasioni che una squadra con ambizioni importanti non può permettersi di sprecare.
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A venti minuti dallo svantaggio, il #Milan è riuscito a produrre solamente un'azione pericolosa, sbagliata da #Camarda a pochi passi dalla porta. Per il resto, vuoto totale. Il tempo stringe, come le terga dei nostri ai quali la palla sembra scottare... e nel mentre che vi scrivo, 4 goal del #Bologna accompagnato dalla gente che lascia gli spalti. Come complicarsi una serata in totale controllo.
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Esattamente il crollo di attenzione che auspicavo non arrivasse, ora testa e ripartire subito. Manca mezz'ora per determinare il risultato finale.
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Un #Milan decisamente in palla questa sera, capace di dimostrarlo soprattutto nella reazione allo svantaggio iniziale. La squadra non si è lasciata trascinare dal nervosismo, ha mantenuto lucidità e aggressività nella riconquista del pallone, trovando prima il pareggio e successivamente il vantaggio grazie a una splendida doppietta di quel gioiellino rossonero che risponde al nome di #Cissé. Una volta ribaltato il risultato, i rossoneri hanno controllato la gara per tutto il resto dei primi 45 minuti, senza particolari affanni e mostrando una buona organizzazione collettiva. Nella ripresa serviranno la stessa attenzione, intensità e maturità nella gestione del risultato, evitando cali di concentrazione che potrebbero rimettere in discussione quanto di buono costruito finora. Portare a casa questi tre punti è fondamentale, soprattutto in vista della delicatissima sfida di sabato contro la capolista. Vietato complicarsi la vita proprio adesso.
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Gooooal ancora di #Cisse, che giocatore, che gioiellino. ❤️🔴⚫️
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Ogni volta sempre lo stesso effetto... #MilanBologna
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La gara di oggi potrebbe essere accompagnata dal sottopancia “ASSENZE”. Alle note defezioni rossonere si aggiungono infatti quelle del #Bologna, che raggiunge Milano senza #Holm, #Orsolini, #Piccoli, #Enem e #DeSilvestri. I rossoneri avranno qualche pressione in più, dovendo tenere il passo delle dirette concorrenti. Non sfruttare il turno casalingo alla vigilia del derby sarebbe delittuoso. Gli emiliani arrivano da un buon periodo, con due vittorie e una sconfitta, quest'ultima proprio contro i nerazzurri, maturata però dopo aver costruito diverse occasioni da gol senza riuscire a concretizzarle. Serviranno quindi attenzione, concentrazione e soprattutto le scelte giuste in termini di formazione. Le probabili formazioni suggeriscono la conferma di #Bartesaghi in posizione più avanzata, questa volta però con #Estupinan alle sue spalle al posto di #Diawara. In attesa delle scelte ufficiali di #Amorim, mi pongo una domanda: non sarebbe stato più opportuno confermare integralmente la catena di sinistra che tanto bene ha funzionato a Udine?
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SPORT di @CFMB1280am radio canadese che con la sua prog in lingua italiana, parla (anche) di sport alla comunità italocanadese che vanta più di 350mila residenti a #Montreal. Conduce @Vittoriog82 io porto un po di @acmilan in 🇨🇦STAY TUNED
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Chiunque tu sia, sappi che rimangono sette 7⃣🏆
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🚨Nel corso della partita di ieri tra Udinese e Milan, Ruben Loftus-Cheek ha riportato una lesione a carico di un muscolo flessore mediale della coscia sinistra. È previsto un esame di controllo tra due settimane.
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