Simone Nicoletti (@SNicoletti75) profile picture

Già IostoconMancini,FabbricaInter e Gol di Mano. Vincere, non stravincere, ma qualche volta è necessario. Calcio,vita e Inter senza prendersi troppo sul serio

Joined June 2011
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Cruciani: “Notizie straordinarie che ti rendono la giornata solare. Hanno preso chi ha dato quella martellata ad un poliziotto a Torino. Ne hanno presi altri che bruciarono una camionetta della polizia. Tentato omicidio. Notizie da semi erezione, GODO!” @giucruciani
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Questo è il cucciolo ucciso in maniera barbara a #Mestre, guardatevi questa foto ogni volta che proverete pietà verso gli invasori!
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Bene ha fatto bisseck a zittire tutti. Non è un campione e soffre terribilmente a livello psicofisico a mantenere un rendimento costante se si gioca ogni 3gg ma in giro non è che sia pieno di campioni. Vedi la svirgolata di balordi sul pari united
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Capello: "Bellissima partita dell'Inter, mai momenti di sonnolenza, sempre sveglia. Ha sempre tenuto in mano la partita, non ha mai sofferto. Ha giocato con grande personalità. E' questa l'Inter che vogliamo sempre"
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Come prevedibile in champions torna una Inter concentrata, propositiva, dominante, capace di interpretare al meglio i momenti della partita. Ristabilite le distanze con il modesto calcio olandese. Ennesima rivincita di questo gruppo verso le critiche idiote dei suoi tifosi
Sono 7 anni che sei primo o secondo nella corsa allo scudettino, mi annoio io a vederle certe partite figuriamoci loro. E per loro giocare contro il Milan o il Genoa è la stessa cosa. Ora la champions, siamo ad un punto in cui dobbiamo dare il 110% pure contro il Feyenoord
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Spalletti vede nemici e fantasmi ovunque ma quando parla di scuderie non ha torto. Ci sono allenatori che anche di fronte a numerosi fallimenti vengono esentati dalle critiche dei vari Pedullá, Adani, Cassano, Trevisani. Uno di questi è sicuramente #Sarri
‼️🚨 VIDEO - #Spalletti post #JuveNapoli 2-0: "Meglio iniziare a dire ai nostri 8 mln di tifosi che siamo rimasti in 13, tutti a strillare '#Cambiaso non lo mettere', ma non ce ne sono altri! Le scuderie scrivono che #Allegri mi dice 'Pelato di merda' quando invece siamo amici.."
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Se Spalletti per qualche giorno potrà sognare di cambiare le sorti di una stagione nata male e che morirà allo stesso modo non lo deve solo al colpo di puro talento di #Alajbegovic, ma soprattutto alla grande parata di #Vicario sul colpo di testa di Lucca all’alba del match contro il Napoli. E dire che il portiere neppure doveva arrivare in bianconero perché Luciano gli preferiva Allison e la dirigenza Mamardashvili, Suzuki, Martinez e pure De Gea. Poi gli intrecci di mercato e in particolare la necessità del Tottenham di liberarsi di alcuni elementi fuori dal progetto di De Zerbi, hanno permesso a Carnevali e Massara di chiudere ad agosto inoltrato una vantaggiosa operazione in prestito oneroso con un riscatto a giugno per soli 8 milioni di euro. Le prestazioni positive di Vicario hanno messo solo una toppa alla disastrosa organizzazione difensiva e di insieme della #Juventus, da una situazione del genere non se ne esce con i miracoli del singolo ma trovando una continuità, una coesione, una unità di intenti tra tecnico e giocatori che sembra mancare. Non solo per un mercato che non ha portato campioni né un vero centravanti o un vero regista, ma anche per la sempre più dannosa prolissità e permalosità di Spalletti che già gli è costata la panchina della Nazionale. Il portiere però c’è e sta vivendo la sua rinascita dopo il problema di ernia inguinale che gli ha rovinato la seconda stagione londinese, costringendolo ad una operazione chirurgica che gli ha fatto anche perdere la maglia azzurra. Le sue doti di grande esplosività, spostamento, rapidità e istinto tra i pali, mostrate ad Empoli e nel primo anno al Tottenham (che lo pagò 20 milioni più bonus, mentre lo United ne investiva quasi il triplo per Onana), abbinate a una ottima costanza di rendimento, ne fanno uno dei pochi buoni portieri in serie A. In particolare Napoli e Inter si stanno mangiando le mani: mentre gli azzurri si barcamenano tra le incertezze di Meret e Milinkovic, i nerazzurri storcono il naso di fronte all’altalena di grandi parate ed errori evidenti del titolare Martinez. Piero Ausilio, suo grande estimatore, lo ha corteggiato a lungo in estate, subendo di fatto la preferenza di Chivu di investire a centrocampo su Jones piuttosto che sull’estremo difensore. Qualcuno potrebbe obiettare che l’ex ds nerazzurro lo stava trattando a titolo definitivo per 20-25 milioni (ma a luglio...) mentre a fine mercato si è spostato in prestito, facendo sorgere qualche dubbio su un possibile conflitto di interessi perché il buon Piero è dato molto vicino a formare a Londra quel sodalizio con De Zerbi che tanto avrebbe voluto far nascere a Milano. E’ pur vero che l’Inter ha vinto scudetti con Handanovic e Sommer in fase calante, tuttavia la squadra era ben motivata e di molto superiore alla concorrenza. Avere un grande portiere serve per raggiungere i propri obiettivi se li condividi con squadre che sono pressochè al tuo livello. Vicario non colmerà il gap tra la Juve e le altre squadre che puntano ai primi quattro posti in A perché i bianconeri hanno una identità e un progetto inferiore ai campioni d’Italia, alla Roma, al Como e pure a Lazio e Milan. Ma avrebbe aiutato l’Inter a raggiungere il bis tricolore e gli ottavi Champions con più facilità. Se solo si fosse dato retta ad Ausilio.
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Pensate di fare il giornalista e difendere un giocatore come lo farebbe il presidente dell'Inter. Il giornalista tifoso è il male assoluto. Barella semplicemente è diventato anche questo, ossia un cc di tocco, di costruzione, che non butta via la palla. Senza averne l'ordine e le qualità tecniche
Mi permetto di scrivere 4 parole (attualmente molto impopolari, me ne rendo conto) su Nicolò Barella, bandiera dell’Inter (sì, bandiera). Nicolò Barella l’altro giorno è stato molto probabilmente il peggiore in campo di Milan-Inter 3-1: ha combinato una puttanata nel miglior momento dei nerazzurri e ben sappiamo come è andata a finire. In generale ha messo a referto una prestazione disordinata, nevrotica, fatta di troppe scelte sbagliate. Male, malissimo. E però, di grazia, bisognerebbe anche riuscire anche a guardare “oltre”. C’è chi dice “Barella ultimamente sbaglia sempre” e “non è più quello di qualche anno fa”. E su questo mi permetto di non essere affatto d’accordo. Il problema di Barella si chiama “eccesso di generosità”, quello che in un momento in cui la catena di destra fatica a trovare gli equilibri di un tempo, lo porta a strafare per aiutare gli altri, a correre il triplo e, inevitabilmente, a perdere lucidità. Potrebbe limitarsi a fare il suo, ma non sarebbe Barella. Quanto “all’arroganza” evidenziata in determinate giocate è vero: se l’altra sera avesse sparato il pallone nella Martesana avrebbe preso una decisione certamente più saggia rispetto a un tentativo sciatto di dribbling al limite dell’area. Dopodiché - come è normale che sia - ci ricordiamo solo degli macro errori e mai dei benefici - una marea - che quel tipo di giocate hanno portato all’Inter nel corso degli ultimi anni in termini di ripartenze e occasioni create. Barella l’altra sera ha toppato la partita? Eccome. È stato determinate nella sconfitta? Certamente sì. Barella si merita di passare come quello “strafottente” che “non sa più giocare come un tempo”? Solo se si ha estremo bisogno di trovare ogni volta un capro espiatorio. Lunga vita a Nicolò Barella, bandiera dell’Inter che sbaglia, ci mette la faccia, si prende la sua dose di insulti e - come sempre - si rimette a lavorare in silenzio con il solo obiettivo di mettere a posto le cose, prima per l’Inter e poi per lui. Ad avercene.
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Da questa camera riusciamo a guardare ancora meglio come l'inter sia inizialmente con tutti gli effettivi sui riferimenti, con Barella e Chalanoglu che si scambiano il marcamento su Musah e Modric.. Incredibile osservare come in questa intenzione di rimanere sui marco-marco.. Bastoni ed Akanji mollino totalmente prima Pulisic e poi Rabiot per fare reparto e ritrovarsi PUNTATI IN FACCIA. nitter.cf/Parpas_Tv/status/21170…
Sono mesi che l'𝐈𝐧𝐭𝐞𝐫 in fase di non possesso si mostra abbastanza in confusione in diversi aspetti. Guardate questa sequenza nella gara di ieri: Nell'azione convivono riferimenti diversi senza una connessione collettiva. C è chi prende in riferimento l’uomo avversario, chi conserva la posizione nel reparto, chi esce in pressione e chi rimane in attesa. Le scelte individuali, in questo modo, non si sostengono tra loro. Una pressione non attiva un comportamento a seguire, una marcatura non trova compensazione nella gestione degli spazi. Le prime due linee di pressione hanno un comportamento, l'ultima "linea" ne ha totalmente un altro. Rabiot riceve così: Bastoni gli era dapprima addosso, poi lo molla e la comunicazione con Akanji è nulla. Nessuno lo prende in consegna. Può controllare, orientarsi e condurre in verticale puntando la linea difensiva avversaria e spaccando l'inter a metà. Queste situazioni, in eventi assai simili, sono accadute anche a Milano contro Brugge, Udinese, Napoli e Monza...poi fuori casa contro Roma, Real Madrid e Cagliari. nitter.cf/Parpas_Tv/status/21169…
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L'Inter ha perso contro il Milan di Fonseca, Conceicao, Allegri e Amorim che giocano il derby come la partita della vita perché non possono vincere altro e per riscattarsi dalle figuracce. Nonostante tutto gli finiamo davanti pure stavolta
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Sono 7 anni che sei primo o secondo nella corsa allo scudettino, mi annoio io a vederle certe partite figuriamoci loro. E per loro giocare contro il Milan o il Genoa è la stessa cosa. Ora la champions, siamo ad un punto in cui dobbiamo dare il 110% pure contro il Feyenoord
Chivu: "Non siamo più dominanti? Non è mai semplice giocare ogni 3 giorni e fare una stagione con la fame e la determinazione giusta dopo aver vinto. Dobbiamo ritrovare i piedi per terra, più determinazione. Non è tutto da buttare ma a volte ci specchiamo troppo nel passato, in quello che abbiamo costruito. Dobbiamo trovare fame e cattiveria in certi momenti, bisogna alzare il livello di attenzione e determinazione, di atteggiamento e di quello che comporta una partita di calcio"
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Torna presto lautaro, anticipa i tempi come l'anno scorso contro la Roma che altrimenti avremmo perso lo scudetto e dai una sveglia a tutti, barella in primis. Vedere thuram unica punta per 80 minuti uno strazio, con tutta evidenza Esposito non sta bene e non può giocare.
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Il nuovo stadio di San Siro permetterà ad Inter e Milan di ridurre significativamente il gap con le big europee e ai tifosi di sognare di vedere in nerazzurro e rossonero i nuovi Ronaldo e Van Basten? La considerazione che nessun giornalista presente al Castello Sforzesco e nessun content creator dalla sua cameretta si è preoccupato di fare è l’unica che dovrebbe interessare davvero ad addetti ai lavori ed appassionati. Forse perché la risposta è negativa, visto che le ultime stime disponibili, in attesa del Piano di Fattibilità Economica, indicano ricavi incrementali aggregati per circa 120 milioni di euro l’anno, 60m per ogni club. A regime, ossia, se tutto va bene, non prima del 2035, se si venderanno sempre tutti i 13 mila biglietti premium alle aziende e quando saranno terminati anche i lavori di riqualificazione dell’intera area, con hotel, centro commerciale, uffici, store ufficiali e probabilmente anche appartamenti. Cifra da cui, per almeno 20-25 anni, si dovranno dedurre una cinquantina di milioni per ripagare i finanziamenti per completare l’intera operazione che i club hanno per una parte già richiesto e ottenuto da un pool di istituti finanziari solo per comprare l’area. Cosa resterà ai futuri Marotta e Cardinale da spendere ad ogni sessione estiva di mercato? Un Jones o un mezzo Ramos in più, dando per scontato che i prezzi dei cartellini restino questi. Anche il tanto strombazzato accordo per il naming rights del nuovo impianto con #Generali non è poi così conveniente: se i 13 milioni l’anno che incassano i club ogni stagione sono una cifra in linea con i parametri europei attuali, essersi vincolati per un quarto di secolo con la compagnia di assicurazione impedirà di sfruttare il trend crescente delle sponsorizzazioni sportive. L’affare lo faranno sicuramente le due proprietà di Inter e Milan che possedendo una intera zona di Milano ulteriormente riqualificata, sicuramente non degradata e ben servita dalla metro, potranno raggiungere l’obiettivo minimo di una valutazione dei club di almeno due miliardi di euro quando, Oaktree prima di Cardinale, li metteranno in vendita. I tifosi invece potranno assistere alle partite in uno stadio nuovo, più tecnologico, più green e più comodo, con spazi più ampi, con più ristoranti e bar e bagni migliori, ma con meno di 60mila posti a disposizione e con prezzi aumentati, visto che circa 13mila saranno dedicati a sky box ed hospitality. Dovendo anche digerire l’abbattimento del Giuseppe Meazza che per molti, se non per tutti, è una icona della città tanto quanto Duomo e Scala. Ne vale la pena? Evidentemente sì, visto che le poche voci dissonanti e critiche sono spesso isolate se non apertamente ostracizzate o esposte al pubblico ludibrio social. Ma Inter e Milan non saranno più competitive in Champions, saranno solamente più ricche le loro attuali proprietà con una speculazione edilizia mascherata da investimento sportivo .
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Se le scuse ai tifosi di allenatori di livello dopo aver fatto una figuraccia si ripetono, il problema non è di chi siede in panchina. Non lo era all'Inter, non lo è al Milan e non lo è alla Juve
🇮🇹 Thiago Motta lors de son passage à la Juventus (après la défaite face à Empoli) : "Il y a une chose qu’on ne peut pas rater : le comportement. C’est inadmissible. On demande pardon à l'histoire du club et aux supporters. J'ai honte et j'espère que les joueurs ont aussi cette sensation." Une prise de parole encore d'actualité ? 🤔
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È così, al netto di una struttura ancora inevitabilmente fragile. Ma è la conseguenza di essersi affidati a chi ti ha fatto spendere 120 (CENTOVENTI) milioni in cartellini per i soli Ramos e Moreira
La mia sensazione è che la squadra, coi titolari in campo, abbia margini molto importanti. Il tema è che una rosa in cui c’è un abisso tra titolari e seconde linee non permette ancora di ruotare quanto si dovrebbe per giocare un calcio così dispendioso. Se poi ci si aggiungono gli infortuni in massa, il crollo è fisiologico. E non appena il Milan cala, vuoi perché in campo iniziano ad esserci seconde linee non all’altezza, vuoi perché i titolari, per mancanza di sostituti, iniziano ad essere cotti, la struttura si sbriciola. Lo ha detto Amorim in modo chiaro: “Penso che ci sia mancata energia e, poiché non possiamo fare le stesse rotazioni, per noi è difficile pressare continuamente e giocare il nostro calcio”. I secondi tempi con Atalanta e Bologna sono esemplificativi: quando il Milan cala e viene meno alla sua identità, crolla in modo netto. Concede campo ai suoi avversari e non è in grado di difendersi in blocco, ricadendo in errori difensivi banali. Per sostenere quel tipo di gioco giocando ogni tre giorni, però, servono seconde linee di tutt’altro livello. In questo sottile equilibrio, Amorim dovrà trovare una soluzione che renda il Milan più solido anche quando non riesce a pressare e difendere in avanti. Nell’attesa che i prossimi mercati gli restituiscano una rosa che può sostenere il suo calcio con continuità.
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Infatti gli insulti che leggo a giocatori e tecnico durante le partite di campionato sono da idioti, specialmente guardando come sono conciate juve, milan e napoli. A meno di essere preoccupati per il cammino in champions: giocando come le ultime rischi anche contro il feyenoord
25 punti su 27 Miglior attacco Quarta difesa + 7 sul milan + 11 su Napoli e Juventus Alla 9°. Poteva iniziare peggio la stagione dai
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Vinta senza andare in svantaggio (ma l'avremmo meritato). Senza un centravanti contro un blocco basso puoi segnare con un tiro da fuori, un colpo di testa o un colpo di culo. Per una volta ci è andata bene, anche con il Var. #veneziainter
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Chi ha paura nel 2026 del cognome #Mussolini? Sicuramente non Lotito che, fregandosene quasi sempre giustamente dell’opinione dei media e dei suoi tifosi, ha affidato a Gattuso il compito di puntare, più per necessità che per convinzione, sul 23enne Romano Benito Floriani Mussolini per puntellare la fascia destra. Venendone ripagato con prestazioni spesso oltre la sufficienza e ieri sera con il suo primo gol in serie A nell’orgia di reti concessa dal Sassuolo del forse già ex predestinato Aquilani. Il pronipote del Duce, figlio dell’agitatrice televisiva ed ex parlamentare Alessandra, non è un fenomeno, è un esterno destro di gamba e intensità che sta sfruttando nel migliore dei modi il momento d’oro della Lazio. In questa serie A dove i debuttanti Lulli e Cinquegrano si impongono facilmente e in questo calcio dove Palestra vale più di 50 milioni dopo una stagione da un gol con il Cagliari c’è spazio e speranza per tanti. Il punto è che, almeno fino a ieri, il rendimento di Floriani è passato quasi sotto silenzio, per la paura di troppi di essere bollati come fascisti se si usa o peggio si esalta chi possiede quella parte del doppio cognome che è una possibilità prevista dalla legge italiana. A nessun editore o giornalista piace subire critiche sui social o avere problemi sul lavoro se si diventa facili bersagli da parte di chi ha fatto dell’antifascismo una lucrosa professione come un Berizzi o uno Scanzi qualsiasi o di chi sventola la bandiera di un (impossibile) ritorno del fascismo per sfasciare tutto e dare un senso alla propria vita da fancazzisti come i giovani ribelli anarchici e dei centri sociali. Meglio quindi “punire” un ragazzo che convive senza lamentarsi mai con un cognome di cui non deve vergognarsi e che è pure molto più pesante da portare rispetto ai vari Maldini, Stankovic e compagnia. Oggi la Gazzetta nella sua edizione cartacea ha già sollevato come potenziale ostacolo per la sua carriera l’urlo Mussolini ripetuto 5 volte dai tifosi laziali per celebrare allo stadio il suo gol. Una cretinata colossale, una perfida strumentalizzazione o semplicemente un avviso per chi potrebbe convocarlo in Nazionale o essere interessato tra le big a investire su quel ragazzo? In ogni caso un pregiudizio contro cui Floriani è abituato a convivere ma che non deve trasformarlo in feticcio o vittima a seconda delle proprie idee politiche. Lui intanto corre e non molla. Mai.
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Se Marotta vuole così tanto dare un ruolo di rilievo all'avvocato Viglione, si presenti alle elezioni figc che si terranno di nuovo tra due anni e nel frattempo tenga l'inter lontano da congetture e sospetti che possono solo danneggiarla
Perché? #Viglione è l'uomo che ha scritto il Cod. Giust. Sportiva, ha permesso il patteggiamento per il caso "Doppia Curva" (cena al The Wild), si è speso nelle interferenze a Rocchi ed, indirettamente, ha permesso all'Inter di iscriversi quando non aveva continuità aziendale!
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